«Qui, in via Stendhal ho disegnato la Coppa del mondo»

Silvio Gazzaniga, 83 anni, presentò nel 1970 il modello che la Fifa ha scelto su 53 progetti

(...) centimetri d’altezza per cinque chili di oro massiccio. «Gioiello? Meglio scultura perché a differenza della maggioranza dei trofei, il mio è prima di tutto una scultura. Quel movimento a spirale, quella tensione che sorge dalla base fino alla sommità gli conferisce un dinamismo plastico, scultoreo. O, almeno, credo che siano questi gli elementi che suscitano l’interesse di chi l’osserva».
E con le mani, Gazzaniga, disegna le curve della «sua» creatura: rivive gli istanti di quella Coppa che è diventata mitica, sfoglia l’album della memoria e non può far a meno di sentire la gioia e l’orgoglio dei tanti conquistatori, «Franz Beckenbauer è stato il primo giocatore a sollevare il trofeo. Anche Dieguito Maradona l’ha innalzato tra i coriandoli degli argentini a Città del Messico. E l’Italia, ragazzi, Zoff...». Commozione sempre più palpabile mentre da un cassetto estrae bozzetti, disegni e appunti della «sua» Coppa: «Mi sono ispirato agli atleti e al mondo. Volevo creare qualcosa che simboleggiasse lo sforzo fisico ma che allo stesso tempo esprimesse armonia, semplicità e pace. Una silohuette lineare e, comunque, grandiosa di un calciatore nel momento della vittoria che non è però un superuomo».
Non c’è bisogno di fare domande, il maestro Gazzaniga, è un fiume in piena, «se me lo richiedessero, be’ credo che farei pochi cambiamenti all’originale. Ha trentasei anni ma non li dimostra». Impossibile dargli torto, la Coppa «che parla milanese» non è certo stata erosa dal passare del tempo. «L’anno scorso ho dovuto rimetterla un po’ in ordine. È stato emozionante ritoccare l’originale, di proprietà della Fifa. Il fondo era rovinato, le strisce di malachite andavano sostituite e per riportare l’oro alla lucentezza originale abbiamo dovuto fare diversi bagni. Adesso è come prima, nuova». Come quando Beckenbauer la sollevò per la prima volta, «e con comodità perché è pesante ma si impugna davvero bene». Certezza di un gesto che si ripete ogni quattro anni grazie anche a Silvio Gazzaniga.