«Qui sto da re» Ma se Vieri parte arriva Corradi

Bobo cerca in Inghilterra una squadra per giocare di più. Braida studia alternative. I compagni: «Resta con noi»

Franco Ordine

«Qui, al Milan, sto da re». Christian Vieri rompe l’assedio all’improvviso per far sapere come vanno i rapporti tra lui e il Milan. Sta da re, ma si tratta di un re triste. Mai un lamento, mai un allenamento saltato, mai un litigio pubblico o privato, eppure, come spiega Gattuso che lo conosce bene e ne interpreta gli umori, «Bobo non è felice». Spiegazione elementare, affidata prima a Galliani (nell’incontro a Miami), poi ad Ancelotti (al ritorno dagli Usa): «Giocando così poco, io perdo il mondiale». Lippi, il ct, gliel’ha candidamente confessato. E con Cassano utilizzato dal Real, i rischi sono moltiplicati. Eppure Vieri, al momento, oltre che trattato da re, si sente anche un leone, quanto a salute fisica. «Con le scarpette di atletica, ho fatto il miglior tempo sui 10, 20 e 30 metri» il dato riferito al suo procuratore Sergio Berti e relativo ai test effettuati al ritorno dalle vacanze a Miami. «Non solo, ma sono arrivati in tanti, giocatori e dirigenti, anche Meesserman a chiedermi di non andare, di restare. Ed erano dichiarazioni sincere» l’altro retroscena svelato da Vieri e riferito a giovedì mattina.
Ma non c’è solo il trionfo dei buoni sentimenti e della diplomazia. Dietro la tristezza di Vieri c’è anche dell’altro. «Ha capito che la scelta di Ancelotti è fatta: Shevchenko-Gilardino compongono la coppia titolare» fa sapere una fonte interna. E questo nonostante alcune cifre di segno opposto (in Champions league Vieri ha giocato, complessivamente, molto più di Gilardino, senza riuscire a segnare, quasi 300 minuti) e la formale disponibilità dell’allenatore a rilanciarlo («Gennaio è un mese terribile, giochiamo sempre, tre volte a settimana, avremo bisogno di tutti»).
Ma al Milan, da sempre, vige una regola ferrea: chi chiede di andarsene, nei tempi giusti, viene accontentato. Tocca allora a Vieri trovarsi una sistemazione diversa, in pieno accordo con la società. «Se dovessi partire voglio dimostrare che hanno avuto ragione i dirigenti a prendermi l’estate scorsa» insiste Bobo col suo procuratore che da due giorni appena è al lavoro sul mercato inglese. Vieri infatti non può cambiare maglia in Italia (lo stipendio di 3,5 milioni è proibitivo), anche se con la formula del prestito. In Spagna non ci sono acquirenti, solo in Inghilterra c’è qualche spiraglio aperto. L’Arsenal, secondo fonti londinesi, l’avrebbe arruolato se Vieri fosse stato utilizzabile per la Champions league. E invece può giocare solo in coppa Uefa, così la ricerca è ristretta a un paio di club, Middlesbrough e Bolton, più Everton e Tottenham già in pista l’estate scorsa. La risposta ufficiale al Milan deve arrivare tra una settimana, tra il ritorno di coppa Italia a Brescia (dove Vieri è destinato a giocare ed eventualmente a dare l’addio) e il viaggio a Roma di domenica notte 15 gennaio, campionato, ultima di andata.
Se il trasferimento provvisorio (andrebbe via in prestito per sei mesi, fino a giugno, e ridiscuterebbe il suo contratto in estate) andasse in porto, il Milan è pronto a coprire al volo la casella del quarto attaccante rimasta vacante. Con un attaccante che deve avere una caratteristica fondamentale: poter essere schierato in Champions. Una delle soluzioni sul tavolo di Braida è Bernardo Corradi, girato in prestito dal Valencia al Parma con diritto di riscatto da parte del club italiano. Moreno Roggi, il suo procuratore, ha in tasca una promessa del Parma: Corradi può liberarsi grazie a una clausola rescissoria di 4 milioni di euro. Altra alternativa: il ritorno di Tomasson dallo Stoccarda.