Qui Torino

Torino Riparte da Bari, la Juventus. Dove l'anno scorso visse una delle sue giornate più tristi: sconfitta 3-1, addirittura un gol di Almiron che poi chiese scusa a Ferrara, Diego (ieri subito a segno con il Wolfsburg, battuto però dal Mainz) capace di sbagliare un rigore e Del Piero in panchina per novanta minuti. Dal 12 dicembre 2009 al 29 agosto 2010 è successo di tutto e altro succederà ancora (oltre a Pazzini e Benzema, piace molto Borriello) pur se Marotta continua a dire che «cose clamorose non accadranno» (ma Trezeguet ha rescisso il contratto, destinazione Alicante). Intanto però società e squadra si sono rifatte il trucco e, dei quattordici giocatori che scesero in campo in Puglia otto mesi fa, oggi ci sarà il solo Marchisio: tutto il resto, complice anche qualche infortunio, è stato cancellato. «Dobbiamo tenere la testa sul nostro lavoro e basta - ha sospirato Del Piero nel post Sturm -. Intorno a noi stanno succedendo tante cose». Detto così, quasi con un filo di voce da parte di chi è rimasto forse un po’ sorpreso da questa rivoluzione che il prossimo anno potrebbe toccarlo personalmente: il tempo passa per tutti, pur se oggi il numero dieci sarà ancora lì davanti a prendere e dare botte per il diciottesimo anno consecutivo.
«Il nostro obiettivo è disputare un campionato da Juventus - ha spiegato ieri il neo sessantenne Delneri -. Dobbiamo recuperare i valori della nostra maglia: non sarà mai semplice, chiunque vorrà metterci sotto. È la mia ultima occasione per vincere qualcosa? In realtà è la prima, ma va bene così. Sarò emozionato, guido la squadra che rappresenta il calcio italiano». Il cui presidente, Andrea Agnelli, ha anche detto di aspettare «con fiducia una risposta da parte della Federazione circa la revoca di uno scudetto (assegnato all'Inter nel post calciopoli, ndr): se sarà giuridicamente dimostrata la correttezza della nostra società nei vari procedimenti ancora aperti, chiederemo ci vengano riassegnati i titoli». Quel che più serve è però guardare avanti, con una squadra tutta nuova che avrà bisogno di tempo per essere assemblata: «Abbiamo già una nostra identità - spiega Delneri - ma è ovvio che serve tempo. Tanti ragazzi sono arrivati in questi ultimi giorni di mercato, ma non era facile far quadrare i conti e i dirigenti hanno fatto i salti mortali per mettermi a disposizione un gruppo di cui adesso sono assolutamente soddisfatto: abbiamo le caratteristiche giuste per lottare sempre. Il gap con l’Inter? Non ci interessa: vogliamo essere la Juventus e loro, per l’esperienza che hanno, restano i più forti. Il Milan con Ibrahimovic? In teoria fa un gran colpo, ma un giocatore solo non fa mai la differenza».
A proposito di squadra, tra gli ultimi arrivati giocherà dal primo minuto solo Quagliarella che sfrutterà così il ko di Amauri: «A Napoli stavo benissimo con compagni e tifosi». Troppo poco, evidentemente. Mazzarri conferma: «Di lui parlerò mercoledì», la «minaccia» del tecnico partenopeo.