Quintavalle: "Io, judoka sexy in cerca di sponsor"

La campionessa fa un bilancio a cinque mesi da Pechino: "Quanti impegni dopo l’oro, interviste, tv... Lo strip a Miss Italia? In ogni donna c’è sensualità"

Milano - Vita da medaglia d’oro: impegnativa, con qualche delusione. Mentre la Vezzali balla con le stelle, gli altri sono tornati a ribalte più abituali. Al tirar delle somme, pochi hanno fatto economicamente bingo. Hanno guadagnato in notorietà. La fama era già arrivata con le medaglie. Giulia Quintavalle è rimasta la top girl delle nostre ragazze d’oro di Pechino. La judoka dal sorriso che stende ha provato il bello della diretta sul palcoscenico di Miss Italia, inscenando uno strip davanti a Carlo Conti: ma sotto il kimono, c’era l’abito da sera. «È stata una delle cose più divertenti. Lui toscano, io toscana, mi ha messo a mio agio. È importante che sotto il kimono ci sia la nostra femminilità. Meglio mostrarla». Giulia Quintavalle ha 25 anni di bellezza fresca. Parla, raccontando questi mesi. «Impegnativi, non ero abituata». Ma è il passato. Un po’ come Pechino. Ora c’è il futuro: europei (Tblisi) e mondiali (Rotterdam) tra aprile e agosto.

Ma di questi mesi cosa resterà: il lato sexy?
«Il lato sexy c’è in ogni donna. Si tratti di fisico o di modo di vestire. Io ci tengo, mi piace essere alla moda, poi sta a ciascuno giudicare: sensualità, dolcezza e tutto il resto».

Il suo post olimpiade è in attivo o in rosso?
«Tanti impegni in Tv, interviste, notorietà che nello judo è difficile toccare. A volte ero stanca, avrei preferito rimanere a casa. Poi mi sono detta: ho vinto, è giusto che vada».

Alcuni di voi si sono lamentati, dal punto di vista economico...
«Anch’io, speravo meglio. Soprattutto di trovare sponsor. Sarà per la crisi. Mi dicono così. Ma credo sia colpa del nostro sport: poco conosciuto».

Ma lei farebbe un reality?
«No, sono timida. Mi vergogno. Mi imbarazzo. Mi piace la Tv, ma non cose lunghe».

Dunque pochi soldi in tasca?
«Guardi, quelli della medaglia sono in banca, poi mi costruirò una casa. Pochi soldi? Molti di noi sono fortunati ad appartenere ai gruppi sportivi, ci retribuiscono. Io gareggio per le Fiamme gialle e sto benissimo».

In alcuni sport c’è perfino differenza nelle diarie fra maschi e femmine....
«Da noi nessuna differenza di premi, una diaria vale 20 euro. Ma in Italia c’è gente che vive con 1200 euro... È difficile andare avanti. C’è chi sta peggio di noi».

E voi come state?
«Io mi ritengo fortunata e sono contenta del mio stipendio. Se serve, mi arrangio. Certo, se il riferimento sono i calciatori c’è un abisso. Però un ragazzo che fa sport può andare avanti con quello che ci danno i gruppi».

La molla è vincere?
«Conta essere sereni e felici. Mi alleno e mi diverto. E farò questo sport finchè corpo e mente mi diranno che ce la faccio. Lavoro sodo per il risultato. Mi serve per non aver rimorsi e ripetermi sempre: ho dato tutto».

Se dovesse autodefinirsi?
«Sono una ragazza fortunata. Mi guardo intorno e dico: sto bene, ho salute, faccio una cosa che mi piace».

Prossimi programmi?
«Vincere altre medaglie: europei, mondiali fino alla prossima Olimpiade. Voglio riprovarci. Sono ancora giovane».