Quinto, i giardini dei bimbi tra escrementi e sbandati

Dopo piazza Caricamento ostaggio di clandestini e ubriaconi, via San Lorenzo regno dei punkabbestia e i giardini di Voltri terreno di conquista di giovani teppisti, ecco i giardinetti pubblici di Quinto in preda al degrado più profondo. Ne parlano i residenti: genitori e nonni che portano figli e nipoti nell’area verde ormai lasciata a sè stessa. Racconta una giovane mamma: «Due anni fa il Comune fece un buon lavoro potando gli alberi e ripulendo il verde. Da allora non è stato fatto nulla. Tanto che una colonia di piccioni si è installata in zona e è già accaduto ad alcuni adulti di trovarsi sugli abiti le zecche che sono parassiti dei colombi». Ma non è finita qui. I frequentatori dei giardinetti di Quinto parlano anche di carcasse di topi non rimosse, di ratti che la sera escono dalle tane e dei cani che vengono portati nell’area verde e che spesso defecano senza che i padroni, come prevede un’ordinanza del sindaco, rimuovano le deiezioni. «Da un po’ - aggiunge un pensionato - c’è anche un gruppo di senza tetto che ha trovato sistemazione sotto gli alberi. Al mattino, oltre alle cacche canine, abbiamo trovato anche escrementi umani. Il che, certo, non aiuta l’igiene necessario in una struttura che dovrebbe accogliere al meglio i bambini». E non mancano i soliti episodi di vandalismo con scritte e danneggiamenti vari. C’è poi il capitolo dei giochi che sono installati al centro dei giardinetti a disposizione dei bimbi. Racconta un papà: «Almeno due sarebbero da cambiare o riparare perché molto usurati, anche se non sembrano pericolosi. Quello che, però, mi preoccupa - aggiunge - sono due piccole giostre elettriche che, per la verità, non sono sicuro siano di competenza comunale, ma che comunque si trovano all’interno dei giardinetti. Quando piove si riempiono d’acqua e, forse per un difetto nel sistema elettrico, hanno già dato la scossa ad un paio di bimbi. Abbiamo segnalato la cosa ai vigili. Hanno provveduto immediatamente a delimitare le due giostre con un nastro. Ma dopo pochi giorni il nastro è stato tolto e allo stato non so che gli apparecchi siano stati riparati oppure ci sia ancora rischio dispersione. Io, nel dubbio, ho proibito ai miei figli di usarli». Resta lo stato di degrado di un’area verde che serve a centinaia di bambini e di cui, invece, nessuno sembra interessarsi.