Il Quirinale ricorda le vittime del terrorismo: No a rottura della legalità

Il Capo dello stato ricorda le vittime del terrorismo e aggiunge: &quot;La giustizia ha una funzione essenziale contro la minaccia e la prevaricazione&quot;<br />

Roma - Domani è la giornata in memoria delle vittime del terrorismo e anche il Presidente della Repubblica ha voluto dare il suo contributo. Lo fa con un testo intitolato "Il nostro omaggio", che apre il libro Nel loro segno, pubblicato dal Consiglio superiore della magistratura. "Una pubblicazione - scrive Napolitano - che il Consiglio superiore della magistratura ha curato con impegno partecipe e solidale vuole onorare i magistrati che al pari di tanti altri servitori dello Stato pagarono col sacrificio della vita i servigi alle istituzioni repubblicane, cadendo vittime della follia omicida di gruppi terroristici o dello spietato attacco delle mafie"

La difesa dei pm Nel suo testo il Presidente della Repubblica difende i giudici e ribadisce il suo no alla violenza e alla rottura della legalità in qualsiasi forma: "E' un imperativo da non trascurare in nessun momento, in funzione della lotta che oggi si combatte, anche con importanti successi, soprattutto contro la criminalità organizzata, ma più in generale in funzione di uno sviluppo economico, politico e civile degno delle tradizioni democratiche e del ruolo dell’Italia. Sono convinto che anche questo sia il contributo che può venire da una sempre più ricca pratica della memoria. Lo facciamo nello spirito che Vittorio Bachelet seppe, con lucida consapevolezza, indicarci prima di essere colpito dalla barbarie dei terroristi: la testimonianza dei caduti per la libertà non sia solo onorato ricordo ma si traduca in un impegno morale ed uno sforzo di pratica efficienza per la difesa della libertà, per la costruzione di una convivenza civile più umana e serena che sappia cogliere e ordinare, in un disegno di giustizia, la tumultuosa crescita della nostra societa".  

La lotta al terrorismo Parlando di domani, poi, il Capo dello Stato dice che "è il giorno del sostegno morale e della vicinanza umana alle loro famiglie. Ed è il giorno della riflessione su quel che il nostro Paese ha vissuto in periodi tra i più angosciosi della sua storia e che non vuole mai più, in alcun modo, rivivere. Negli anni degli attentati terroristici, l’Italia corse rischi estremi. Sapemmo uscirne nettamente, pur pagando duri prezzi, e avemmo così la prova di quanto profonde fossero nel nostro popolo le riserve di attaccamento alla libertà, alla legalità, ai principi costituzionali della convivenza democratica, su cui poter contare. Ebbene, quelle riserve vanno accuratamente preservate, ravvivate, e messe in campo contro ogni nuova minaccia nella situazione attuale del Paese e del mondo che ci circonda. È infatti necessario tenere sempre alta la guardia sia contro il riattizzarsi di focolai di fanatismo politico e ideologico sia contro l’aggressione mafiosa".