Il Quirinale rinuncia all'aumento di bilancio

Niente adeguamento all'inflazione per il bilancio della Presidenza della Repubblica. La decisione comporterà per l’erario un risparmio di oltre dieci milioni di euro

Roma - Il Quirinale rinuncia ad avvalersi della facoltà di adeguare il suo bilancio interno in linea con il tasso di inflazione programmato. Lo ha annunciato il segretario generale della presidenza della Repubblica al ministro dell’Economia Giulio Tremonti. La decisione comporterà per l’erario un risparmio di oltre dieci milioni di euro.

"In vista della presentazione alla Camera dei deputati della nota di variazione al disegno di legge di bilancio dello Stato per il triennio 2009/2011, il segretario generale della presidenza della Repubblica, Donato Marra - si legge nella nota del Quirinale -, ha inviato una lettera al ministro dell’Economia comunicando che, in sede di predisposizione del bilancio pluriennale interno, si è reso possibile, grazie ad un andamento delle spese che ha consentito e consentirà di realizzare in prospettiva economie superiori al previsto, mantenere la dotazione del Quirinale a carico del bilancio dello Stato per gli anni 2010 e 2011 allo stesso livello previsto per il 2009, con la conseguente rinuncia al successivo adeguamento al tasso d’inflazione programmato, fissato nell’ultimo Dpef nella misura dell’1,5%. Ciò comporterà una riduzione dell’onere, per la presidenza della Repubblica, di 10.456.000 euro nel biennio".

"Con la conseguente variazione al disegno di legge di bilancio all’esame della Camera dei deputati - prosegue la nota - questa iniziativa contribuirà a ridurre in pari misura lo stanziamento attualmente previsto per gli organi costituzionali nei due anni conclusivi del triennio. Il deciso ridimensionamento delle previsioni del fabbisogno è stato reso possibile dal programma di contenimento della spesa, in ogni sua componente, avviato su impulso del presidente Napolitano per concorrere al risanamento dei conti pubblici".