Quirino, mitici quei ponti

CARATTERE Francesca è un’altra eroina fuori dagli schemi: romantica e passionale, moderna, ma assai complicata

Quattro giorni d’amore totale, appassionato, e inaspettato per un fotografo dallo sguardo libero. Quattro giorni per scoprirsi donna di mezza età diversa dal solito, nel corpo e nell’anima; donna ancora in grado di emozionarsi e di far battere il cuore all’impazzata come una ragazzina.
Quattro giorni scolpiti nel ricordo di una vita intera trascorsa a custodire quell’amore prezioso e segreto nell’intimità, con gli occhi asciutti e zero rimpianti. Francesca, sangue italiano nelle vene, sposa di guerra, madre di due figli e moglie devota, perderà la testa (ma non la ragione) per Robert, il fiero reporter spedito dal National Geographic a fotografare i viadotti coperti di una remota contea dell’Iowa: i mitici Ponti di Madison County. Un incontro fatale per entrambi, una passione vissuta senza colpe né dolori che porterà Francesca a compiere una scelta sofferta, non dettata dal conformismo degli anni Sessanta, né dalla rassegnazione o dal senso di colpa. La sua sarà una scelta d’amore.
«I ponti di Madison county», struggente melodramma diretto da Clint Estwood nel ’95, tratto dal best seller di Robert James Walzer, finalmente diventa uno spettacolo. Debutterà al Teatro Quirino il 15 aprile con la regia di Lorenzo Salveti e terrà la scena fino al 3 maggio.
Nei ruoli sublimati dalle performance senza sbavature di Meryl Streep e Clint Estwood, due giganti di Hollywood in grado di regalare brividi ed emozioni senza mai scadere nell’enfasi, oggi si misurano Paola Quattrini e Ray Lovelock. Il paragone è di quelli da far tremare i polsi, ovvio, ma soprattutto per la versatile Paola Quattrini, artista completa in grado di spaziare dal registro brillante a quello drammatico («avevo quattro anni quando lo spettacolo ha deciso che sarei diventata un’attrice», dice spesso lei), sarà facile regalare un’anima a Francesca: donna dalle mille sfumature e altrettante fragilità, consapevole dell’importanza del duplice ruolo di madre e moglie. Dopo aver incarnato tre anni fa la disperazione di Blanche Dubois nel dramma dello statunitense Tennessee Williams «Un tram che si chiama desiderio», la Quattrini oggi si cala nei panni domestici - e sentimentalmente agitati - di Francesca, un’altra eroina fuori dagli schemi, romantica e passionale, moderna e complicata.
Una donna che per salvare il ricordo di un amore, anziché consumarlo vivendolo fino in fondo, decide di cristallizzarlo nella sua memoria. Nel cast anche Maria Grazia Laurini e Alessandro Marverti.