Quote latte, vince l’Italia:

La quota di produzione italiana di latte potrà aumentare di 600 mila tonnellate a partire dal primo aprile 2009, con l’inizio della nuova campagna lattiera. Un aumento del sei per cento, autorizzato dalle autorità europee, che di fatto chiude l’epoca delle battaglie degli allevatori italiani contro Bruxelles. All’intesa, che riguarda tutta la riforma della Politica agricola comune (Pac), si è arrivati ieri dopo una lunga e serrata trattativa tra i ministri dell’Agricoltura europea. Per l’Italia, ha partecipato il ministro per le politiche agricole e forestali, Luca Zaia.
La revisione del sistema che fissa limiti alla produzione di latte nella Ue riguarda il periodo dal 2009 al 2015, anno in cui le quote latte saranno del tutto abolite. In questo arco di tempo l’Italia ha ottenuto un regime preferenziale. Gli altri Paesi potranno infatti incrementare la produzione solo dell’uno per cento. Chi sforerà le nuove quote pagherà sanzioni maggiorate del 50 per cento. «Una giornata storica», per Zaia, che è esponente della Lega Nord, partito che ha sempre appoggiato la lotta dei produttori di latte italiani penalizzati dalle regole europee. «È stata sanata quella situazione negativa che ci trascinavamo da 24 anni. Questo significa che come cittadini andremo a risparmiare almeno un miliardo di euro».
La partita che si è chiusa ieri a Bruxelles non ha invece risolto i problemi dei produttori italiani di tabacco. La commissaria all’agricoltura Mariann Fischer Boel ha rifiutato di prorogare al 2013 il sistema di aiuti Ue ai produttori europei attualmente in vigore. In compenso è stato deciso di stanziare fondi per i piccolissimi coltivatori di tabacco che vogliono ristrutturare l’azienda.
Circostanza che ha fatto piovere sul ministro Zaia l’accusa, da parte del centrosinistra e delle regioni dove si coltiva ancora tabacco, l’accusa di avere favorito solo il Nord. Zaia ha replicato assicurando che la partita non è finita. Si cerca ancora una soluzione entro il luglio del prossimo anno, quando i ventisette Paesi dell’Unione riapriranno il dossier del tabacco nel quadro di una valutazione di settore della Commissione Ue.