«Quote rosa» anche nei circoli per soli uomini

L’ingresso non sarà più riservato ai soci maschi ma potranno entrare anche le donne

da Londra

Vietato vietare alle donne. Cade una delle ultime roccaforti del conservatorismo ideologico britannico, un'istituzione che per generazioni di gentlemen britannici ha rappresentato l'equivalente di un'amante. Dopo secoli di rigoroso immobilismo, successione immutata di regole e codici comportamentali, il governo britannico intende mettere al bando i club per soli uomini. O meglio, in nome della parità dei diritti, sta studiando il modo per dischiudere le porte degli storici club anche alle donne. Un'iniziativa che rischia di spaccare il Parlamento, con i Tory che promettono battaglia e accusano l'esecutivo di un'«inutile interferenza».
In ballo non c'è solo l'approvazione di una legge, ma la sfida ad una tradizione lunga diversi secoli. Sono pochi i club che finora hanno aperto le iscrizioni anche alle donne. La maggior parte rinnova una prassi che ormai è consuetudine, limitando la presenza di mogli o amanti in qualità di ospiti di soci, mai prima delle sei di sera, e solo se vestite adeguatamente. Una macroscopica discriminazione, bizzarra nel suo anacronismo, divenuta negli anni canone sociale per una ristretta cerchia di benestanti, rispetto di una norma che rende i club l'ultimo rifugio, protetto dal resto del mondo, lontano dalle mogli. Come i londinesi Pratt's o White's, di cui è socio il nuovo leader dei conservatori, David Cameron. O come la boarding room dell'esclusivo St Andrews, tempio del golf mondiale. Atmosfere rétro, poltrone in pelle, luci soffuse. Sontuosi locali rivestiti di boiserie, ospitati in palazzi ottocenteschi nei quartieri più esclusivi, frequentati da uomini politici, imprenditori, esponenti del clero, dove è vietato parlare di lavoro e ci si presenta rigorosamente in giacca e cravatta. «Una cattedrale nell'intervallo tra due messe», fu la definizione di Rudyard Kipling a proposito dell'Athenaeum, altro club di lunga tradizione. Presto però una modifica legislativa non consentirà più ai portieri di queste mecche della misoginia di lasciar fuori le signore. «Avrei pensato che il governo avesse qualcosa di più importante da fare che non occuparsi delle policy dei club», ha commentato Nicholas Soames, deputato conservatore e socio del Pratt's. Parole condivise da una donna, la scrittrice Jilly Cooper, nient'affatto entusiasta del cambiamento: «Se molti uomini vogliono divertirsi tra di loro, perché mai non possono farlo? Allora anche Eton (un collegio per soli ragazzi, ndr) dovrà aprirsi alle studentesse? Ognuno ha il diritto di riunirsi con chi gli pare».
Di opposto parere il Ministero degli Affari e dell'Industria, che ha annunciato, prima delle prossime elezioni, un nuovo pacchetto di legge contro ogni tipo di discriminazioni (età, razza, sesso, religione e sessuale). Una nuova legislazione che aprirà sì le porte di quelle stanze fumose, ma difficilmente potrà modificarne l'atmosfera. «Mi piacerebbe vedere quei palazzi aperti a tutti - ha ammesso Amanda Platell, ex collaboratrice dei Tory -, ma di certo non vorrei mai entrarci».