Tra quote rosa e accuse di brogli l’Egitto vota per il Parlamento

Il Cairo Si sapranno martedì i risultati definitivi del primo turno delle elezioni legislative egiziane, le prime in cui sono state introdotte le quote rosa, e l’unica vera incognita è il margine di vittoria del partito nazionale democratico (Pnd), al potere in Egitto, per i 508 seggi in palio.
In una giornata segnata da violenze in molte zone d’Egitto e dall’omicidio del figlio di un candidato indipendente al Cairo, opposizioni e Ong hanno lanciato accuse di brogli e frodi elettorali, sia attraverso la manomissione delle schede elettorali sia impedendo l’accesso ai seggi agli osservatori delle Ong egiziane e anche agli stessi elettori.
L’accusa, venuta soprattutto dai Fratelli musulmani, il movimento illegale che nel 2005 a sorpresa divenne il primo partito di opposizione, è stata più volte seccamente smentita dagli alti dirigenti del Pnd, che hanno sottolineato il buon e regolare svolgimento di queste elezioni. L’episodio più grave si è verificato in un quartiere alla periferia del Cairo, dove il figlio ventiquattrenne del candidato indipendente, Amr Mohamed el Sayed è stato ucciso a pugnalate in nottata, mentre attaccava manifesti elettorali. Le Ong e i familiari sostengono che si tratta di un omicidio legato alle elezioni, le autorità dicono che è stato un regolamento di conti perché il giovane avrebbe fatto delle avances alla sorella di uno dei due arrestati.
Episodi di violenze e scontri fra opposte fazioni, talvolta anche dello stesso partito, perché il Pnd in oltre 100 circoscrizioni ha presentato più di un candidato si sono susseguiti soprattutto nella regione del Delta, nel Sinai e nell’alto Egitto. I Fratelli musulmani hanno denunciato l’arresto di circa 180 sostenitori in cinque province, sostenendo anche di avere trovato schede già votate a loro favore, buttate fuori da un seggio nella circoscrizione di Mit Gham, nel Delta.
La coalizione egiziana per la sorveglianza delle elezioni, che raggruppa varie Ong che le vittime legate alle elezioni sono quattro e nel suo ultimo rapporto della giornata denuncia «molte irregolarità», segnalando che «il ricorso alla violenza è stato osservato in numerose province nelle quali i sostenitori, in maggioranza del Pnd, hanno aggredito gli elettori, i candidati e i loro rappresentanti». Al Cairo gli uffici elettorali sono apparsi più animati in serata. In uno di questi, a Misr el Kadima, un gruppetto di elettori si è avvicinato ai cronisti per denunciare la compravendita di voti. «Siamo venuti a votare ma non lo faremo, I voti, tranne quelli del candidato dei Fratelli musulmani, sono stati comprati e poi ti accompagnano fino alle urne per controllare se hai votato bene», dicono in tre. All’angolo di un altro seggio c’è un chiosco che vende falafel. «Vai a votare?», chiedono i cronisti al ragazzo, diciannovenne, che sta friggendo le polpettine di ceci. «Macché - risponde -. È solo una gran perdita di tempo, non cambia niente», aggiunge prima di rimettersi al lavoro.