Quote rosa, Emiliano sfida il buonismo: "Le donne? Senza voti"

Il sindaco pd di Bari ha una sola assessora in squadra: non è colpa mia se gli elettori non scelgono le candidate

BariIl timore di fare la fine della giunta Alemanno non lo sfiora nemmeno, il dibattito nel centrosinistra sembra non scaldarlo più di tanto. Insomma il sindaco di Bari, Michele Emiliano, presidente regionale Pd, tira dritto. E, almeno per il momento, non si cura della questione delle quote rosa nonostante nei ranghi della sua squadra di governo figuri una sola donna, l’assessore al Decentramento Annabella De Gennaro. In ogni caso il primo cittadino non rinuncia a rispondere a chi su Facebook chiede quale sia la differenza tra Bari e Roma, visto che le donne chiamate ad amministrare sono pochine anche da queste parti. E, come spesso gli capita, le sue parole sembrano in qualche modo spiazzare il proprio partito.
L’Emiliano-pensiero parte da un principio semplice semplice: tocca agli elettori decidere chi governa. Come dire che governa chi vince le elezioni mentre agli altri tocca stare all’opposizione esercitando una funzione di controllo e garanzia. Un ragionamento che teoricamente non dovrebbe fare una grinza. E invece sta sollevando un polverone on line. «La giunta – sostiene il sindaco di Bari – deve essere per correttezza politica, costruita sulla base delle reali forze in campo e quindi avendo un collegamento con gli eletti». Il rischio, ritiene Emiliano, è che in caso contrario rimangano in campo «solo i pretoriani del sindaco o del presidente e questo è molto peggio della violazione delle quote rosa».
Il primo cittadino non usa mezzi termini. E scrive chiaro e tondo che «molti sindaci e presidenti utilizzano le quote rosa come scusa per non avere in giunta gente che li controlli davvero». A quanto pare le dichiarazioni affidate a Facebook vengono condivise da gran parte del popolo della rete, salvo comunque qualche eccezione colorita: c’è chi invita Emiliano a dimettersi e c’è lui che, sia pure allegando uno «smile» come per riderci su, risponde per le rime invitando l’interlocutore ad andare a farsi un bagno. «Se non hai mangiato», precisa. A parte il folclore telematico, il sindaco racconta come sono andate le cose durante i suoi mandati. E spiega: «Solo la mia lista civica in due diverse elezioni (2004 e 2009) e l’Udc (2009) hanno eletto donne in consiglio comunale a Bari. Una è stata ripescata per scorrimento. Nel 2004 ho messo in giunta sei donne e nessuna di queste è stata eletta nel 2009 e alcune non si sono neppure ricandidate».
Emiliano assicura poi di essere «pronto a mettere in giunta tutte le donne che hanno già collaborato con me e dato buona prova di sé ed anche altre che risultassero meritevoli», ma si pone una serie di domande: «Il bilancio e i regolamenti chi li vota? Come si fa funzionare un Comune senza tener conto dei risultati elettorali? Come si può far politica senza leggi che rendano obbligatoria la parità tra uomini e donne nei consigli comunali, provinciali e regionali?».
Il sindaco si sofferma poi sul futuro: «Se la Regione cambierà la legge elettorale rendendo obbligatoria l’elezione di almeno metà dei consiglieri tra le donne sarà facile per me forzare la mano anche al Comune. So che si sta lavorando per una simile legge e la aspetto con trepidazione. Nel frattempo farò il possibile, ma non sarà facile».