Quote rosa, non c’è l’intesa Oggi il Senato ci riprova

Prestigiacomo: «C’è imbarazzo anche nella Cdl. Ma non mollo»

Marianna Bartoccelli

da Roma

Ancora una delusione per il ministro Prestigiacomo. Ha sperato sino all’ultimo che alla fine il numero legale potesse garantire che almeno al Senato passasse la legge sulle quote rosa e che questa legislatura fosse ricordata anche per aver dato il via all’obbligo per i partiti di mettere le donne in lista. Ma la decisione della sinistra di garantire la presenza dei propri deputati solo se ci fosse stata la maggioranza al completo ha impedito l’ok all’ormai famosa legge Prestigiacomo. Il numero legale è mancato 4 volte. «Ma io non mollo» - ha esclamato il ministro delle Pari opportunità, sperando che almeno oggi si raccolga il numero necessario per varare quella che sarà una delle ultime leggi prima che le Camere vengano sciolte, questo prossimo venerdì.
Le speranze del ministro sono che si riesca a mettere un punto a quella che considera una delle sue principali battaglie. E anche se la maggioranza non è stata raggiunta per le assenze dei senatori della Cdl, ha sperato che da parte della sinistra ci fosse il sostegno necessario: «Non ho mai negato che vi siano problemi all’interno della Cdl sulle quote rosa, ma non c’è dubbio che anche la sinistra, al Senato come alla Camera, è profondamente divisa. E se alza così tanto i toni lo fa per mascherare il proprio imbarazzo. Le lacrime di Angius sono di coccodrillo». È la sua risposta al capogruppo dei Ds che nel corso della giornata aveva dichiarato: «Sono avvilito. Una materia così seria la si affronta adesso a due giorni dallo scioglimento delle Camere e la maggioranza non c’è. Una situazione incredibile per le donne e gli elettori». Aggiungendo: «Oggi la Cdl ha deliberatamente irriso, offeso e dileggiato le donne». Ma la questione rimane ancora aperta. La conferenza dei capigruppo ha infatti cambiato l’ordine del giorno e anche le alleanze. An, rappresentata dal vice presidente del gruppo Oreste Tofani, infatti si è schierata con l’Unione ed è stato così possibile mettere al primo punto dell’ordine del giorno di oggi la votazione per la legge sulle quote rosa, capovolgendo quanto era stato proposto da molti della maggioranza che chiedevano di inserire la legge sulle quote rosa dopo l’approvazione del decreto legge sull’agricoltura e quello sull’inappellabilità. Sarà comunque la stessa aula a dover votare questo calendario «trasversale» deciso ieri a fine serata da An e Unione, con i voti contrari di Fi, Lega e Udc.
La legge sottoposta al voto del Senato è quella modificata dopo il rinvio in commissione chiesto e ottenuto dall’esponente azzurro, Guglielmo Castagnetti, per portare al 50 per cento la quota di presenza femminile. Nella prima consultazione dopo la legge è previsto che l’ordine di inserimento prevede che non possano figurare candidati dello stesso sesso in numero superiore a 3. Nella seconda consultazione il rapporto scende a 2. In caso di non ottemperanza scatterebbero delle sanzioni e anche l’inammissibilità della lista.