Raùl Midòn, una luce nel buio delle note

Franco Fayenz

Grande è l’attesa dei cultori della musica contemporanea, ben al di là del jazz, per il concerto che il cantante e chitarrista americano Raùl Midòn tiene oggi alle 21 sul palcoscenico del Blue Note.
Fino a due mesi fa, il solista era del tutto sconosciuto dalle nostre parti. Ma i tre concerti che ha dato al Teatro Pavone di Perugia dal 10 al 12 luglio per Umbria Jazz 2006 hanno entusiasmato anche gli intenditori più esigenti. Tutti sanno che cosa voglia dire essere la rivelazione della kermesse umbra: lo insegnano i precedenti di Diana Krall, Brad Mehldau e Patricia Barber, per citare i casi più significativi. Adesso la Emi pubblica il primo cd a suo nome, State of Mind, che conferma in pieno le impressioni ricevute dal vivo, consolidate dalla partecipazione all’album di ospiti eccellenti quali Stevie Wonder, Jason Mraz, Dave Valentin, Sammy Figueroa, Gregoire Maret, Cyro Baptista e Stefon Harris.
Raùl Midòn viene da Embudo, nello stato del New Mexico; nato da padre argentino e da madre nero-americana, è cieco dalla nascita. É giovane, diciamo che dimostra 35 anni, 40 al massimo, ma quando gli si chiede l’età cambia discorso, chissà per quale motivo segreto. Parla invece volentieri dell’ambiente di New York, scelto come base musicale.
Sa di essersi affermato per le sue doti tecnico-espressive di chitarrista acustico, perché ha una bella voce che qua e là ricorda il fraseggio di una tromba e perché il suo stile è una sintesi autentica - non forzata, come succede ad altri - di soul, jazz, folk, espressioni neolatine, rhythm’n’blues e popular music. Forse si possono scorgere, qua e là, tracce di Stevie Wonder e di José Feliciano, ma la sua originalità, anche come pregevole compositore, è fuori discussione.
L’argomento della cecità non gli crea problemi, anzi è lui stesso a iniziarlo. «Nei miei giorni sempre bui - spiega - cerco la luce, celebrando la possibilità di migliorare il mondo secondo il pensiero di Gandhi e di Martin Luther King. Nel mio cd c’è un brano, quello che canto con la collaborazione del vibrafonista Stefon Harris, che si intitola All In Your Mind. Voglio cantare che cosa significhi essere ciechi: bisogna percepire tutto con la fantasia, tutto deve essere nella tua mente, appunto».
Raùl Midòn, Blue Note, via Borsieri 37, oggi ore 19.30, info 02-899700022, ingresso 37 euro