Rabbia Ancelotti «Puniti ingiustamente Sarà la nostra forza»

«Dalla prima all’ultima giornata penseremo sempre al torto subito. Ci darà più determinazione, orgoglio e cattiveria»

Franco Ordine

Caro Ancelotti, è cominciata la stagione più complicata da quando è allenatore del Milan: come pensa di uscirne vivo?
«Inseguendo un obiettivo per volta. Il primo, davanti agli occhi, è il superamento del turno preliminare di Champions league. Non sarà facile conquistarlo, cambiare al volo preparazione non è un lavoro semplice, ma dobbiamo farcela. Al resto penseremo più avanti. Di sicuro non abbiamo garanzie per la stagione».
Oggi è il giorno chiave per la coppa dei Campioni: decide l’Uefa e il Milan affronta l’unico test utile a Lecco. Dove rischia di più?
«Siamo tutti in tensione per il preliminare, non avremo a disposizione un intero pacchetto di difensori, Cafu, Bonera, Nesta, Kaladze e Maldini. Non è allegra la condizione. Dovremo forse utilizzare Brocchi a destra, Favalli centrale. Conteranno però altri parametri oltre alla condizione fisica: conteranno qualità tecnica, esperienza, entusiasmo, motivazioni. Dall’Uefa arriverà un sorriso, non può essere altrimenti. Abbiamo già subito abbastanza disturbo».
A proposito: se dovesse incontrare un tifoso del Milan proveniente dalla luna e spiegargli cosa è accaduto nel frattempo, cosa gli direbbe?
«Non saprei proprio cosa raccontargli».
Raccontano che tutto il Milan è incattivito, pieno di rabbia...
«Tutto l’ambiente si nutre degli stessi sentimenti. Ci hanno fatto un... regalo: meno 8 di penalizzazione e il turno preliminare di Champions, che non meritavamo. Ma questo stato emotivo non deve durare solo tre settimane, dobbiamo pensare tutti i giorni a quello che ci han fatto, dalla prima fino all’ultima sfida e avere più forza, più determinazione, più rabbia, più orgoglio».
Moratti, il patron, e Mancini, l’allenatore dell’Inter, hanno festeggiato lo scudetto dell’onestà: che effetto le ha fatto?
«Hanno parlato in molti, in tanti. Se si parla di onestà, io posso dire, ad alta voce, di essere molto onesto e di essere stato, sempre, corretto nei comportamenti».
Eppure Mancini ha usato una espressione molto forte: scudetto giusto perché qualcuno ha barato...
«Il Milan non ha barato e lui lo sa. Siamo stati corretti al 100%. Corretti e onesti».
Il calcio italiano del prossimo anno non sarà più lo stesso: partirà senza Giraudo e Moggi, senza Carraro e Mazzini, senza De Santis, Bergamo e Pairetto. Non è un risultato storico?
«Penso proprio di sì. Cambierà molto nel calcio italiano e saprà ripartire con grande entusiasmo, come hanno già dimostrato i componenti della Nazionale. La gran festa dei tifosi ne è stata un’anticipazione».
Tra Istanbul e questa batosta qual è la più difficile da smaltire?
«Peggio questa. Quando finirà la mia carriera di allenatore non dimenticherò mai i punti di penalizzazione ingiusti subiti dal Milan».
Per l’emergenza avete fatto rientrare dalle ferie i campioni del mondo. Come l’hanno presa?
«Hanno accettato con entusiasmo, dimostrando un attaccamento che va al di là del puro valore simbolico del gesto. Hanno rinunciato alle vacanze, hanno capito l’importanza dell’evento per la società e i tifosi, si sono presentati in buona forma e stanno lavorando con impegno straordinario».
Ma cancellando le vacanze ai mondiali, non li condanna a una stagione di sofferenza?
«Dopo il preliminare avranno una settimana, forse meno per recuperare. Già perché poi ci sarà la nazionale. Per fortuna è arrivato lo slittamento della data del campionato. Ci sarà da soffrire, lo so, dovremo essere bravi, molto bravi a convivere con i problemi e le difficoltà».
Gattuso e Pirlo come l’hanno presa?
«Sono i soliti, il titolo conquistato a Berlino non li ha cambiati. Con serenità hanno rinunciato alle vacanze, non so dove sarebbe accaduto».
Non è un rischio affrontare il preliminare con una sola amichevole nei muscoli?
«È vero, avremmo potuto organizzare per il 5 o il 6 agosto un secondo test. Ma non vorrei rischiare qualche altro colpo basso, non me lo posso permettere».
È il caso di cambiare qualcosa nel disegno tattico del Milan?
«Avessi avuto a disposizione il tempo necessario, avrei sperimentato. E invece dobbiamo ripartire da dove abbiamo lasciato, praticando il calcio che conosciamo meglio».
Tra Cristiano Ronaldo e Ibrahimovic, chi è più adatto al Milan?
«Per far giocare il primo bisogna cambiare ruolo a 6/7 giocatori, il secondo è un attaccante che si inserisce senza problemi».
Di chi ha bisogno subito?
«Ho bisogno di pregare e recuperare qualche infortunato».
Giudizio su Gourcuff?
«Centrocampista completo, ha qualità, sa fare tutto, è un ottimo investimento».