La rabbia della Chiesa: "Attacchi ignoranti" Ruini: pallottole di carta

I cattolici in coro: «Così si genera odio: è pericoloso»

Roma - «Il rischio è che, batti e ribatti, la falsità generi odio e provochi conseguenze imprevedibili. Dunque è ora di dire basta» con gli «indecorosi attacchi» al presidente della Cei Angelo Bagnasco rivolti «questa volta nella sede del Parlamento europeo per opera di una pattuglia di deputati comunisti e verdi». Coloro che attaccano l’arcivescovo rappresentano una piccola minoranza, e il travisamento delle sue parole è segno di «ignoranza». È netta la reazione del Sir, l’agenzia dei settimanali cattolici, del quotidiano della Cei «Avvenire», che insieme a Radio Vaticana e in sintonia con il Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa sono intervenuti sulla mozione anti-Bagnasco presentata ieri al Parlamento di Strasburgo nel corso del dibattito sull’omofobia. Mentre il predecessore di Bagnasco, il cardinale Camillo Ruini, torna a parlare di «pallottole di carta» dicendo, però, che la Chiesa cattolica gode di un rispetto maggiore in Italia di quanto accada nelle istituzioni della Ue. Tranchant il cardinale Ettore Scola: «È una cosa indegna e triste perché è il segno di un deficit di ascolto reciproco estremamente grave». Per il patriarca di Venezia, «le posizioni di monsignor Bagnasco sono state falsificate ed è auspicabile che finisca il pregiudizio nei suoi confronti. La Chiesa non è omofoba».
Anche il Vecchio Continente comunque è sembrato incamminarsi nella strada intrapresa in Messico, dove il mai sopito anticlericalismo radicale ha messo sotto accusa il Papa e il cardinale primate per aver osato intervenire contro la legge sull’aborto approvata due giorni fa. «Va bene – scrive il Sir – minimizzare e cristianamente tenere nella considerazione che meritano, cioè nessuna, le argomentazioni propagandistiche e vietamente anticlericali di un pugno di facinorosi. Va bene opporre al falso, alla falsificazione, alla disinformazione, alla propaganda che ancora oggi (in pieno ventunesimo secolo), si definisce comunista, la realtà dei fatti e delle parole. Ma il rischio – sottolinea l’agenzia – è che la falsità generi odio. Dunque è ora di dire basta». Un «basta» fatto riecheggiare anche dalla Radio Vaticana. Gli attacchi contro il presidente dei vescovi, presentati dagli europarlamentari italiani di Rifondazione comunista Agnoletto e Catania, e dei Verdi Frassoni, sono stati definiti «indecorosi».
Già il quotidiano Avvenire, sulla prima pagina di ieri, pubblicava un editoriale di intitolato «L’Europa umiliata dalla falsità. Operazioni indegne», prendendo di mira «alcune incredibili e gravissime deformazioni del pensiero sui cosiddetti Dico del presidente della Conferenza episcopale italiana. Deformazioni che erano state compiute (e amplificate) da qualche organo di stampa nostrano». «Il tentativo si esportare immondizia – non riusciamo a considerare in altro modo il deliberato spaccio di menzogne – è alla fine fallito», scrive l’autore dell’editoriale, Marco Tarquinio: «Chi è disposto a umiliare la verità, umilia anche la causa che dice di difendere e soprattutto umilia l’Europa. Ci si pensi a Strasburgo. E ci si pensi a Roma».
A denunciare l’«ignoranza» con cui sono state formulate le accuse contro Bagnasco è anche il Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa. Al termine dell’incontro con Benedetto XVI avvenuto ieri mattina, il segretario del Ccee, monsignor Aldo Giordano, ha detto che gli attacchi contro il presidente della Cei «esprimono una minoranza in Europa, ed esprimono anche un’incomprensione della problematica: sono segni del non voler comprendere le cose, e sono segni anche di ignoranza». «Le reazioni come quelle dei tre Europarlamentari – ha detto ancora il segretario del Ccee – non nascono da una riflessione, ma da schemi ideologici, sono influenzate da condizionamenti ideologici. Sui temi dell’etica occorre, invece, invece «un dibattito vero». «Noi – ha concluso Giordano – siamo pronti a discutere sulla vita, sulla famiglia, sui diritti degli individui. Vogliamo anche esprimere il rispetto della Chiesa, che è un rispetto totale, verso gli individui, le persone, verso le esperienze personali che le persone scelgono».