La rabbia dei cittadini sul tavolo del prefetto

L’attesa dei contribuenti imbufaliti in coda davanti allo sportello di pagamento della Gest Line in piazza Faralli rischia di diventare anche un problema di ordine pubblico: a lanciare l’allarme - «alto e forte, ma senza allarmismi, proprio per evitare ulteriori, spiacevoli conseguenze» - sono le associazioni di consumatori e utenti che, come riferiamo nell’articolo accanto, saranno ricevute questa mattina alle 9 e 30 dal prefetto Giuseppe Romano.
In particolare, il Codacons Liguria, che riunisce le associazioni per la tutela dell’ambiente e dei diritti di consumatori e utenti, insiste nel denunciare le gravi manchevolezze del servizio di riscossione, così come attualmente gestito in Liguria e soprattutto nel capoluogo. Un sistema di riscossione che finisce per danneggiare gravemente i contribuenti.
Non basta: il Codacons non vuole fermarsi alle rimostranze verbali, e fa sapere che è in corso «una grossa raccolta di firme davanti alla sede genovese di Gest Line, di tutti coloro che temono di vedersi ipotecata la propria abitazione per crediti spesso ingiustificati, cartelle già pagate di cui si sono persi gli estremi di versamento, e cartelle prescritte o piene di errori».
«Queste firme - spiega l’avvocato Diana Barrui, responsabile regionale del Codacons che ha sede in via Galata 33 interno 5, telefono e fax 010-531175, e.mail codaconslig@yahoo.it - verranno inviate al termine della raccolta al sindaco di Genova Giuseppe Pericu, ma anche al ministro dell’Economia Giulio Tremonti. L’obiettivo è quello di chiedere il loro intervento per trovare un rimedio a questo increscioso fenomeno che riguarda da diversi mesi i genovesi, ma anche i cittadini dell’intera Liguria».
In ogni caso, le associazioni dei consumatori promettono «dura battaglia al rimedio sfrenato delle ipoteche e alle richieste di pagamento alquanto opinabili».