Rabbia e dolore dei vigili: «In silenzio fino al funerale»

È morto «con un atto di coraggio». Ma chissà, si domandano i colleghi, «se almeno fosse stato a piedi invece che in bicicletta» forse a quest’ora Nicolò sarebbe ancora vivo. Dicono basta agenti che rischiano la pelle un giorno sì e uno no perché mancano gli strumenti per difendersi, non c’è formazione. Una media che si è alzata nel 2011 fino a 200 aggressioni in un anno. Fabio Parenti è un sindacalista dell’Usb e conosceva bene Nicolò Savarino, il vigile di quartiere travolto e ucciso giovedì sera in via Varè. «Almeno fosse stato a piedi, è rimasto incagliato con la bicicletta e trascinato per centinaia di metri dal Suv» ricorda con gli occhi lucidi davanti a Palazzo Marino. Il sindaco ha ricevuto ieri le sigle che rappresentano i tremila ghisa in città (Cgil, Cisl, Uil, Sulpm, Csa). Giuliano Pisapia conferma che da febbraio gli agenti di quartiere aumenteranno «in modo significativo», da 200 a 350, e l’obiettivo dei 500 sarà «raggiunto entro l’estate». Ma i colleghi di Nicolò lo avvertono, «fino al giorno del funerale non è tempo per le polemiche, oggi piangiamo il nostro amico», ma «subito dopo vogliamo azioni concrete da questa giunta o scenderemo in piazza a manifestare per la salute e la sicurezza dei vigili». E nel mirino sono finite anche le bici di servizio. «Non si devono più usare in periferia, alla Bovisasca o Quarto Oggiaro se un agente si trova a fronteggiare un delinquente è meno rischioso agire a piedi» avverte Daniele Vincini del Sulpm, «gli agenti devono usarle solo in centro o nei parchi e giardini». Vogliono garantire la sicurezza in città. Ma anche se stessi: i vigili di quartiere «devono avere tutti il collegamento radio» e «pattuglie in moto o in auto pronte a intervenire se si trovano in pericolo. Capiamo i vincoli del bilancio ma se gli agenti sono a sorvegliare il servizio carro attrezzi allora ne vanno assunti altri». L’Usb (che ha proposto per la vittima il funerale in Duomo) sostiene che nei quartieri a rischio i vigili di quartiere non dovrebbero neanche girare a piedi ma essere a disposizione per le segnalazioni a bordo di una stazione fissa. Se alcune sigle chiedono in dotazione scudi, caschi o spray al peperoncino, per l’Unione sindacale di base «non servono strumenti di difesa, ma una rete di sicurezza che intervenga quando un agente è in pericolo», e «formazione professionale». Senza queste condizioni, Pisapia sarà costretto a ridimensionare i numeri del servizio nei quartieri entro l’estate. «Bisogna trovare le soluzioni adeguate e giuste - assicura il sindaco - affinché i ghisa di quartiere possano lavorare in sicurezza nei confronti della violenza e delle minacce che arrivano dai delinquenti». Pisapia ha dichiarato lutto cittadino nel giorno del funerale. Il Comune si costituirà parte civile al processo contro i responsabili («spero saranno assicurati alla giustizia in tempi celeri») e si è offerto personalmente di assistere la famiglia come avvocato «se lo vorrà» perchè «giustizia sia fatta». Per la famiglia Savarino ci sarà anche una raccolta fondi. Milan e Inter osserveranno un minuto di silenzio domani prima del derby.
Il consigliere Pdl Riccardo De Corato ammette che per questo tragico episodio «c’era purtroppo poco da fare» ma «dobbiamo dotare i vigili di più strumenti per difendersi, dagli spray al peperoncino alle telecamere sulle auto. L’abbassamento della guardia su alcuni presidi ha fatto crescere arroganza e criminalità». Anche l’assessore provinciale alla Sicurezza Bolognini denuncia «il clima di scarsa sicurezza che regna in città, anche a causa della politica non chiara di questa giunta». Si difende l’assessore comunale Marco Granelli, «questa tragedia dimostra che il problema sicurezza in una grande città come la nostra è complesso ma Milano non è pericolosa».