Rabbia e orgoglio come diceva Oriana

(...) i rispettivi ruoli senza stupide gelosie. Musso non deve chiedere scusa della «sua inesperienza», perché ha dimostrato con il suo entusiasmo di portare «aria nuova» in un ambiente dove molti «esperti» sanno solo contendersi i posti di prima fila, per poi assopirsi durante lo spettacolo. Musso sottolinea poi che «capo dell'opposizione devono riconoscerti gli altri», un concetto giusto come principio, ma non applicabile in un esercito composto da politici che si sentono tutti generali e nessuno diligente e umile soldato. L'unica soluzione sarebbe una «disciplina di partito» che non esiste (in Comune ci sono esponenti dello stesso partito dove ognuno va per conto suo o litiga davanti a tutti, figurarsi se parliamo poi di coalizione), una disciplina che andrebbe ristabilita una volta per tutte. Ha ragione Scardoglio a parlare di «prima i doveri e poi i diritti» o di «necessità di un cambiamento culturale», ma per essere tutti credibili all'esterno occorrerebbe prima dimostrare al nostro interno che tale principio siamo i primi ad applicarlo senza remore. Concludo con l'aspetto che ritengo prioritario: una battaglia seria per una presenza culturale nella nostra città, liberandoci della egemonia gramsciana della società civile. Faccio un esempio: una città pulita, con servizi efficienti, trasporti frequenti, aiuole fiorite, meno inquinamento, controlli ambientali, meno delinquenza potrebbe essere una città governata sia dalla sinistra che dalla destra indifferentemente. Questa mania dell'efficientismo fine a stesso, senza una filosofia delle scelte, senza un ideale di società, senza un «sogno da realizzare», senza priorità morali, senza anima e socialità vera, sta uccidendo le «differenze» che invece devono riemergere tra due concezioni diverse della vita, dei valori, della società. A tutto vantaggio della Sinistra che dalla massificazione delle coscienze ha solo da guadagnare. Ridisegnare una città non e' solo compito di un architetto, ma anche di chi sa parlare al cuore, alla mente, alla coscienza di un individuo, sa stimolare orgoglio e passione, appartenenza e fiducia in una comunità umana. Meno burocrazia aziendale e più «cultura delle diversità», meno rassegnazione e più orgoglio nelle proprie idee, meno pedissequa «gestione dell'esistente» e più «culto della sfida» in tutti i campi, culturale, sociale e morale. E tanta coerenza nei comportamenti, questo chiede il popolo di centrodestra ai propri eletti: quello che Oriana chiamava «la rabbia e l'orgoglio». Con stima.
*Destra di Popolo