La rabbia della gente: «Bel regalo»

Il livello di allarme dei cittadini di Opera è ancora alto. «Il campo nomadi è all’inizio del paese, non è un bello spettacolo per chi entra», commenta un signore a cui fa eco una giovane coppia che ha appena comprato casa vicino alla zona dove dovrebbe sorgere il campo: «Se dovessero venire gli zingari, la nostra casa si svaluterebbe. E dovremmo vivere in una zona che diventerebbe a rischio». Gli abitanti non ci stanno, chiedono a gran voce le dimissioni del sindaco, si sentono presi in giro, anche perché il provvedimento è stato approvato prima di Natale. «Ma che bel regalo ci vuol fare il sindaco - commentano in un bar - pensava che a causa del Natale, non ci saremmo accorti delle sue bravate?». Tanta la rabbia della gente contro l’operato di Ramazzotti che avrebbe fatto «tutto da solo, senza tener conto del parere dei suoi cittadini. Se almeno il sindaco ci avesse avvisato si sarebbe potuto trovare una soluzione, ma ha voluto fare di testa sua», commenta una donna con le borse della spesa.
Una voce fuori dal coro invece racconta di essere andata ieri a far da mangiare in parrocchia ai bimbi rom: «Alla fine - dice la donna - questi bambini vanno aiutati». Ma «la situazione - fa eco un altro parrocchiano - è stata gestita male dall'inizio, Ramazzotti non doveva dargli le tende, sono facilmente infiammabili». Un «esercito» silenzioso intanto che presidia l'area del campo, donne, bambini, anziani, simpatizzanti del centrodestra e della sinistra, delusi dall'operato del sindaco. Ieri anche l’eurodeputato della Lega Mario Borghezio ha portato la propria solidarietà ai manifestanti. «Dove si vuol fare il campo - commentano - doveva esserci la Croce Rossa. Dicono che la soluzione è temporanea, ma si sa come vanno queste cose: una volta accampati non si smuoveranno più».