La rabbia di via Sarpi: «Per colpa dei cinesi viviamo in una giungla»

Folla di residenti inferociti durante l’ispezione dei consiglieri comunali: «Qui nessuno rispetta le leggi». Irregolarità in un negozio su due

Delle centinaia di negozi e botteghe gestiti da cittadini cinesi nel quartiere Sarpi-Bramante-Canonica, uno su due non è in regola. Dallo spaccio di merce contraffatta alla mancata indicazione degli ingredienti degli alimenti messi in vendita, dalla omissione di etichette in italiano sui prodotti alle pessime condizione igieniche dei locali (anche di ristoranti e rosticcerie), le infrazioni delle leggi italiane sul commercio e sulle norme igienico-sanitarie, effettuate in quella che ormai è tristemente chiamata da tutti la «Chinatown milanese», sono numerose e sistemiche.
È quanto emerge da una nota della sezione Annonaria della Polizia Municipale, che riporta le violazioni accertate dai vigili urbani nei confronti di esercenti cinesi nel 2006. Documento che Matteo Salvini, capogruppo della Lega Nord a Palazzo Marino, ha distribuito ieri sera all'angolo tra via Sarpi e via Bramante, dove alle 17.30, allo scopo di effettuare un'ispezione delle reali condizioni dell'area, da sempre al centro di proteste e denunce da parte dei comitati di zona, si è riunita la commissione Vigilanza del Comune, della quale lo stesso Salvini è presidente.
Probabilmente i consiglieri comunali non si aspettavano una risposta così forte da parte dei residenti. Il passaparola tra le associazioni che raggruppano gli abitanti del quartiere ha fatto sì che la Commissione al suo arrivo abbia trovato ad attenderla una folla agguerrita, che non si è lasciata scappare l'occasione di urlare in faccia ai rappresentanti dell'Amministrazione pubblica tutta la sua rabbia e frustrazione. «In questo quartiere non è più possibile vivere - ha commentato Pierfranco Lionetto, presidente dell'associazione «Vivisarpi» -. Non intendiamo più sopportare i disagi che i commercianti cinesi ci fanno subire. Aspettiamo che il sindaco Moratti mantenga gli impegni presi con noi in campagna elettorale». «Queste persone considerano il marciapiede come qualcosa di loro proprietà - ha denunciato la signora Marilena Marconi, da quarant'anni abitante in zona -. Occupano i passaggi pedonali con montagne di scatole, che vengono lasciate lì anche per giorni interi, e sporcano dappertutto».
«Sono tre le cose che chiediamo che le forze dell'ordine facciano rispettare a queste persone - ha sottolineato Flavio Azzolini, ex presidente del comitato di zona, da sempre nel quartiere -: no ai carrelli parcheggiati sui marciapiedi, no al carico e scarico delle merci fuori degli orari prestabiliti, obbligo degli esercenti cinesi a contribuire, come tutti gli altri fanno, al decoro e all'igiene della zona».
«Non immaginavo che ci fosse un tale risentimento - ha esclamato Salvini all'ascoltare i racconti di quotidiani disagi dei residenti -. Vi assicuro che se anche io vivessi qui, sarei molto più arrabbiato rispetto a queste persone. Mi impegno a riconvocare qui la commissione Sicurezza entro dicembre. Per allora avremo già preso i primi provvedimenti. È una promessa».