La rabbia di Toni, la felicità di Zambrotta

nostro inviato a Kaiserslautern
Un attaccante alla ricerca del gol, un esterno che ritrova il campo dopo aver rischiato il mondiale per un infortunio muscolare. Parla quasi controvoglia Luca Toni, è felice per la maglia da titolare Gianluca Zambrotta.
Toni ha la rabbia dell’attaccante che non fa gol, ma anche per le contestazioni che sta subendo a Firenze per il suo possibile divorzio dai viola. «Ci tengo a far gol e cercherò di farlo in tutti i modi. Se segno, è chiaro che do una mano all’Italia. Ma se non lo farò, cercherò di aiutare i miei compagni a farlo». Come dire, l’Italia non è qui per fargli vincere la classifica cannonieri, nonostante porti in dote 81 gol realizzati in tre stagioni e sette nell’era azzurra di Lippi, il migliore insieme a Gilardino. «Sarei soddisfatto anche se non segnassi nemmeno una rete e arrivassi in fondo, è importante che l’Italia faccia altre grandi partite come quella dell’esordio», precisa la punta che preoccupa non poco il ct Usa Bruce Arena. «I complimenti fanno sempre piacere, ma penso che debba temere tutta l’Italia». La rabbia, si diceva. Anche per una situazione che a Firenze sta diventando pesante. Le voci di un suo passaggio all’Inter sono sempre più insistenti, ora alcuni tifosi viola gli scrivono davanti allo stadio di andarsene. «Dovrebbero essere orgogliosi, certo a furia di leggere notizie inesatte è chiaro che si fanno strane idee – dice irato Toni -. Non sto parlando e tutti parlano di me, c’è qualcuno che si diverte a mettere zizzania. Io sono il centravanti della Fiorentina fino al mondiale. Poi è stata tirata in mezzo la mia fidanzata, ma lei cosa sa di calcio?».
Dalla rabbia di Toni alla serenità di Zambrotta, rinominato da Lippi titolare. «Devo ringraziare Lippi, ma anche il professor Castellacci e Aldo Esposito che mi hanno aiutato nel recupero. Non ho mai avuto paura di perdere il mondiale, anzi sono stato sempre fiducioso. Sapevo che l’infortunio non era così grave rispetto a quello che mi aveva fermato per tre mesi in campionato. Emozionato per il rientro? Non è la prima volta che gioco una partita così importante. Spero di aiutare la squadra, ci teniamo molto a far bene, da tempo l’Italia non vince niente. E poi vogliamo cancellare quanto di brutto c’è stato nel nostro calcio negli ultimi mesi». Zambrotta è da anni nel giro azzurro, ma nel periodo Lippi è cambiato molto. «Ora c’è un progetto, c’è una grande squadra di club che in realtà è una nazionale. Ed è cambiato l’approccio alle partite, ora la preparazione è più mirata sia a livello fisico che tattico». L’ultima battuta è sugli Usa e sulle altre squadre: «Loro si giocheranno tutto, motivo in più per chiudere il discorso qualificazione in anticipo».