La rabbia di Treviso dopo il delitto «Lasciati soli, facciamo le ronde»

Il vicepresidente del Veneto: «Torniamo in strada, ora si fa sul serio». Il sindaco: «Lo Stato ci ha abbandonati». E il governatore Galan invoca la tolleranza zero

Una terra desolata, dove l’insicurezza regna sovrana e l’angoscia stringe gli animi dei cittadini al momento di uscire di casa per andare a lavorare. Una terra abbandonata dallo Stato, lasciata da sola ad affrontare l’assedio della criminalità, sia delle bande organizzate che dei cani sciolti. Una terra da cui voler fuggire. Non stiamo parlando di qualche turbolento paese mediorientale o di una sperduta nazione dell’ex territorio sovietico. Queste parole negli ultimi giorni sono state utilizzate per descrivere l’italianissima provincia di Treviso, uno dei centri principali del ricco Nord est, quella locomotiva economica nazionale tanto ricca quanto ignorata nei palazzi romani. Ma l’uccisione efferata dei due anziani di Gorgo al Monticano, marito e moglie sgozzati in casa nella notte di lunedì scorso, ha rappresentato la classica goccia che fa traboccare il vaso, e il torrente di accuse da parte degli amministratori veneti sta ora travolgendo il governo centrale. «È da sempre che diciamo che sulla sicurezza la situazione è grave - ha denunciato il sindaco di Treviso, il leghista Giampaolo Gobbo -. Sul caso specifico dei due coniugi uccisi, che per efferatezza appare atipico, non sappiamo nulla, oltre al fatto che la criminalità è ormai debordata. La situazione è critica e per i cittadini che temono da tempo il crescere della criminalità è ormai allarme. Le forze dell’ordine lavorano molto bene, ma sono sotto organico. I cittadini sono molto stanchi e cresce il disamore verso lo Stato. Le ronde? Le stanno facendo perchè in questa situazione bisogna arrivare alla legittima autodifesa. C’è esasperazione e ormai il cittadino arriva a difendersi da sè in modo legittimo». Sulla stessa linea le dichiarazioni del presidente della provincia di Treviso Leonardo Muraro, che ha denunciato come non si possa più andare avanti così: «Bisogna che il governo prenda in mano la situazione con azioni concrete». Stilettata diretta contro la senatrice della Margherita Simonetta Rubinato che, in seguito agli ultimi avvenimenti, ha chiesto l’intervento del capo della polizia, Antonio Manganelli, perché pattugli meglio il territorio. «La Rubinato - ha sottolineato Muraro -, domanda ora quello che noi chiediamo da sempre; ma la cosa assurda è che proprio la Rubinato aveva promesso a marzo che da Roma sarebbero arrivati al più presto uomini e mezzi». «Finchè Roma non ci manderà forze dell’ordine sufficienti, torniamo in strada con le ronde. Finora abbiamo fatto azioni di corredo adesso facciamo sul serio. Nei prossimi giorni ci riorganizziamo». Così il vicepresidente del Veneto, il leghista Luca Zaia, nell’annunciare il ritorno delle ronde padane di «Veneto sicuro». «Chiedo la tolleranza zero, controlli più forti e che il Governo si decida a potenziare gli organici delle forze dell’ordine come più volte richiesto delle stesse». «Da noi in Italia - ha dichiarato il presidente del Veneto, Giancarlo Galan -, è impossibile applicare la tolleranza zero, visto che addirittura colui che uccide guidando in stato di ubriachezza è immediatamente posto in libertà e può quindi continuare a uccidere».