Rabbia Trillini: «Arbitro vergognoso, mi ritiro»

«È una vergogna». Queste le parole urlate da Giovanna Trillini al termine della semifinale contro la coreana Hyunhee, riprese anche dalla televisione. L’italiana contesta l’arbitro cinese Lu, colpevole di averla sfavorita nell’assegnazione dei punti tramite la moviola e per i due cartellini rossi. La Trillini prosegue: «Grazie agli arbitri, dico solo questo. Si vede che le italiane non possono arrivare e questo è l’unico modo per far sì che questo avvenga». Un peccato, visto che fisicamente stava bene: «Sentivo di potermela giocare ma con un arbitro così non ce la puoi fare». Le fa coro il presidente della federazione italiana di scherma, Giorgio Scarso: «È stato un giudice totalmente incompetente. È stata una giuria non all’altezza di un’Olimpiade. Mi assumo la responsabilità di quello che dico». Ritornando alla Trillini, l’ultima frase trasforma la collera in amarezza: «Rimane tanta rabbia - dichiara l’azzurra -, l’Olimpiade è l’Olimpiade e lo sport è lo sport, ma qui stanno dimostrando che non è così. Io non ho fatto nulla contro quel giudice cinese, ma è meglio che mi ritiri sennò se mi ripresento mi spezzano una gamba». Poi, qualche ora dopo, i toni sono più sfumati: «Dopo Pechino vado in vacanza e faccio la mamma. Il ritiro agonistico è definitivo, vorrei insegnare ai bambini la scherma. Il giudice cinese? Ho preso il secondo rosso, ma gli avevo fatto segno di guardare il replay. Il pubblico lo ha poi fischiato? Sì, ma la mia medaglia era ormai via». A 38 anni, con quattro ori olimpici conquistati, sognava di chiudere diversamente, ma rimarrà comunque nella storia della scherma italiana.