Il rabbino capo lo invita in sinagoga

da Roma

Benedetto XVI ha ricevuto in Vaticano il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e ha pronunciato una forte condanna di ogni forma di antisemitismo. E il rabbino ha invitato Papa Ratzinger a visitare la sinagoga di Roma, nel ventennale della storica visita compiuta da Giovanni Paolo II.
Benedetto XVI aveva già varcato, lo scorso agosto, la porta della sinagoga di Colonia. E se a Colonia aveva denunciato i «segni» di antisemitismo, ieri ha ribadito la propria «preoccupazione» e «dolore» per le «rinnovate manifestazioni» di questo fenomeno. Il Papa ha detto agli ebrei che «La Chiesa cattolica vi è amica, noi vi amiamo e non possiamo non amarvi», ricordando i passi in avanti nel dialogo avennuti dopo il Concilio e con il pontificato di Wojtyla. L’udienza, caduta alla vigilia della giornata per il dialogo ebraico-cristiano, segna dunque una tappa significativa nel cammino voluto da Papa Ratzinger, che all’indomani della sua elezione scrisse al rabbino capo Di Segni per assicurare la propria volontà di proseguire nel cammino di avvicinamento tra cattolici ed ebrei e che da cardinale ha dedicato molte riflessioni teologiche al rapporto unico che lega i cristiani al popolo d’Israele. Benedetto XVI ha ricordato che «il popolo d’Israele è stato liberato varie volte dalle mani dei nemici, e nei secoli dell’antisemitismo, nei momenti drammatici della Shoa, la mano dell’Onnipotente lo ha sorretto e guidato». I cristiani sono «consapevoli», ha ricordato, della «comune responsabilità di cooperare per il bene di tutti i popoli, nella giustizia e nella pace» e «alla luce di questa comune missione - ha sottolineato - non possiamo non denunciare e combattere con decisione l’odio e le incomprensioni, le ingiustizie e le violenze che continuano a seminare preoccupazioni nell’animo degli uomini e delle donne di buona volontà. In tale contesto - ha aggiunto - come non essere addolorati e preoccupati per le rinnovate manifestazioni di antisemitismo che talora si registrano?».
Il rabbino Di Segni, a nome della comunità romana (che vive nell’Urbe da oltre duemila anni), ha invitato il Papa in sinagoga e ha manifestato apprezzamento per gli «atti» e le «dichiarazioni» di Benedetto XVI nella condanna dell’antisemitismo e del «terrorismo fondamentalista». L’invito in sinagoga, ha poi riferito Di Segni, ha visto il Papa «contento» di averlo ricevuto. La visita «non dovrà essere una mera ripetizione di un evento che è unico e tale deve restare», come fu la visita di Giovanni Paolo II nell’aprile 1986.