Rabdomante denuncia sindaco per la scoperta dell'acqua calda

Individua una fonte termale a Villafranca Lunigiana, ma il Comune lo sostituisce con un geologo. Il primo cittadino: "Serviva un vero esperto"

Villafranca - «In una terra assetata, in cui l’acqua si nasconde, un uomo ha il dono di parlare con lei». È il claim de «Il rabdomante»: un bel film di Fabrizio Cattani che hanno visto in pochi. Ma tra questi c’è sicuramente Maurizio Armanetti, che di sé stesso dice: «Sono tra i pochissimi rabdomanti professionisti degni di questo nome. La mia fama ha varcato l’Italia con interviste sul diffusissimo National Enquirer e sul prestigioso New York Times. Per controllare potete cliccare sul mio sito».

Armanetti, ex fotografo, col dono di «sentire» l’acqua («La mia specialità sono però le fonti termali») potrebbe diventare ora il rabdomante più ricco del mondo. Tutto dipenderà dall’esito di una causa per diffamazione (richiesta di risarcimento: 5 milioni di euro) presentata da Armanetti contro l’amministrazione comunale di Villafranca Lunigiana e il suo sindaco, Lucio Barani. «Ho presentato esposto-querela ai carabinieri di Pontremoli lo scorso 10 marzo», racconta al Giornale il Maradona della rabdomanzia.

La storia - in pillole (anzi, in gocce) - è la seguente: Armanetti aveva ricevuto incarico dal Comune per una «ricerca termale», dopo aver presentato un progetto per la creazione del «primo acquaparco termale d’Europa», che avrebbe portato «un milione di turisti e 1.000 posti di lavoro» nella zona. Nella relazione indicava il punto idoneo a intercettare, a 550 metri, un’acqua salsobromoiodica a oltre 37 gradi di temperatura.

L’Amministrazione, però, secondo quanto riferito dal rabdomante, avrebbe poi affidato l’incarico a un geologo che ha deciso di fare una perforazione a 200 metri dal punto indicato da Armanetti. Lui, subito, ha comunicato al sindaco che in quel punto sarebbe stata trovata «una miscelazione di acque con temperatura, a 600 metri, di circa 28 gradi e piccole infiltrazioni della falda termale». A ciò, spiega Armanetti, Barani «ha risposto con affermazioni ingiuriose e diffamatorie tramite il sito internet del Comune».

Pronta la replica del sindaco di Villafranca in Lunigiana, Lucio Barani: «Nessuna Amministrazione pubblica potrebbe fare una perforazione su indicazione di un rabdomante: ne risponderebbe subito alla Corte dei conti. Sarebbe come se a un medico qualcuno dicesse: io mi curo con il malocchio»; «Tra l’altro - aggiunge all’Ansa il primo cittadino - c’è un’indagine in corso, perché qualcuno ha effettuato una perforazione per proprio conto. Ma il Comune ha la concessione mineraria su tutto il territorio».

Barani non vuole entrare in polemica, ma poi ricorda che «per fare perforazioni nel suolo, a queste profondità, ci vogliono esperti e una serie di precauzioni per evitare di inquinare eventuali falde e quindi nessuno può fare pozzi se non è autorizzato».

Sul rabdomante Armanetti dice la sua anche il Cicap (Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale): «Nonostante la costante disponibilità dimostrata dal Cicap alla sperimentazione, a fronte di una continua serie di rifiuti delle nostre proposte, il signor Armanetti ha il coraggio di scrivere nel suo materiale pubblicitario che la sua straordinaria capacità sensitiva sarebbe “direttamente incontestata da addetti ai lavori come Piero Angela e dagli esponenti del Cicap”. Ci sembra un atteggiamento come minimo curioso. Come potrebbe il Cicap contestare qualcosa che non ha mai avuto il modo di esaminare, non per l'incapacità di spiegare un fenomeno ma per il costante rifiuto di colui che presenta il fenomeno di sottoporsi a una seria verifica sperimentale?».

Come dire, la scienza non è la scoperta dell’acqua calda.