La raccolta differenziata ci porterà all’esaurimento

Caro Paolo, ti scrivo perché ti so fervente ecologista. Ricordi quando discettammo, anni fa, della raccolta differenziata dei rifiuti in Arona (ridente località turistica sul Lago Maggiore)? L’allora sindaco ci rispose con una lettera al Giornale che, ti confesso, non capii, visto che era politichese puro. Una sola cosa intesi: la frase «educare il cittadino». Che mi evocò i giacobini. Oggi all’ingresso di detta cittadina sta un bel cartellone elettronico, di quelli colorati che cambiano da soli le scritte. Quando l’ho visto c’era su: «Qualità dell’aria 1». Suppongo che il numero muti al mutare di tale «qualità», ma io sono solo laureato e, dunque, non educato ai numeri dell’aria. Per sicurezza, ho comprato casa in altro comune lacustre. Qui devo solo quotidianamente ricordarmi che giorno è, perché la plastica viene raccolta in tal giorno, l’«umido» in un altro, il vetro in altro ancora (e poi la carta, le lattine, il «secco»...). Così, i calendari multicolori distributi dall’ufficio competente campeggiano nei punti strategici di casa, sennò se ne parla la settimana successiva. Ammesso che uno se lo ricordi. Sì, perché le millanta scadenze che il cittadino-suddito deve tenere a mente (per lo Stato, il Comune, il gas, il telefono, la luce, etc. etc.), come sai, sono tra le cause della depressione nervosa e talvolta del suicidio. Ti lascio immaginare tutta questa meticolosa iperregolamentazione in luoghi dove abbondano gli anziani e le loro badanti filippine o russe (le quali, lo sanno tutti, conoscono l’italiano burocratico a menadito). Aggiungi che tale raccolta differenziata va eseguita negli appositi contenitori, per colore e forma uno diverso dall’altro. E guai a sbagliare. Ahimé, non ho finito. Ho un pezzetto di giardino, a cui toso l’erba. Quest’ultima, messa nel prescritto sacco nel prescritto giorno, al primo tentativo l’ho ritrovata dove l’avevo lasciata, con sopra un biglietto manoscritto: «Eccede il peso». Al telefono, l’impiegato mi spiegò che gli «operatori ecologici» non sono tenuti a sollevare più di trenta chili per volta (sennò - mi fece capire - si mettono in malattia per mal di schiena). Così, ho dovuto svuotare il sacco e farne due. Ora sono qui a chiedermi se sia il caso di comprare una bilancia, di quelle grosse, da aggiungere agli attrezzi da giardino. Il bello è che, intanto, è arrivata la bolletta della spazzatura: una sberla da centinaia di euro. E mi chiedo: ma come? Non ho già fatto tutto io? Perché dunque devo anche pagare? Buone vacanze, amico mio, e che il diavolo si porti l’ideologia «verde» e chi l’ha inventata.


Malauguratamente lo Stato e i suoi rappresentanti periferici non s’accontentano di tormentarci con le loro trovate demagogiche e politicamente o ecologicamente corrette: le traducono in disposizioni che più arzigogolate e punitive non si può. Già ci troviamo, noi cittadini, avviluppati in un una ragnatela di circa (la cifra esatta non la conosce nessuno) duecentomila fra leggi, regolamenti, decreti, norme o direttive (solo per il settore «vini e aceti» sono la bellezza di 229): ci mancavano solo quelle che si riferiscono alla raccolta differenziata e che sembrano elaborate col chiaro intento di renderle, nei fatti, inapplicabili o per astrusità della normativa medesima o per esasperazione del cittadino. Il caso da te illustrato, caro Cammilleri, è, sotto questo profilo, esemplare. Invidio la tua pazienza e il tuo eroico senso civico. Anch’io, credimi, ce la metto tutta per essere un buon cittadino, ma quando mi sento preso per i fondelli prevale, incontrollabile, l’impulso a comportarmi da cittadino pessimo. Ovvero, nel caso in questione, di mollare tutto, roba secca, umida e organica, carta e vetro, plastica, lattine e erba all’angolo della strada. Perché se uno dà corda a quella gente lì finisce che, nonostante quel che siamo tenuti a sborsare per la nettezza urbana, il pattume lo devi portare da te fino alla più vicina discarica. Sarà un caso, ma quando lo spazzino si chiamava spazzino e non operatore ecologico, esser buoni cittadini risultava più agevole.
Paolo Granzotto

Ps: non c’entra niente, ma vorrei lo stesso ricordare, non si sa mai, la IX sura del Corano: «Annuncia a coloro che non credono un doloroso castigo. Quando siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati».