Raccolta di firme per cacciare Padoa-Schioppa

Promotori Giulio Crosetto (Forza italia) e Daniela Santanché (Alleanza nazionale): "Ha mentito su Unipol, deve andarsene"

Roma - Scampato pericolo in Parlamento per Vincenzo Visco e per Tommaso Padoa-Schioppa dopo la sfiducia respinta al Senato? A Montecitorio (e presto lo stesso potrebbe accadere anche a Palazzo Madama) non è così. Due deputati del centrodestra, infatti - Guido Crosetto di Forza Italia e Daniela Santanchè di An - hanno già deciso di farsi promotori di una raccolta di firme (dal punto di vista tecnico bastano dieci deputati, loro vogliono arrivare a cento) per promuovere una mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa (che ha difeso strenuamente il suo sottosegretario al Senato sottoscrivendone l’operato).
Premette subito l’azzurro: «A noi non interessano rivendicazioni di paternità, né orgoglio di primogenitura della proposta, ma solo che si faccia presto, che aderisca il maggior numero possibile di colleghi e che si faccia altrettanto al Senato. Abbiamo solo iniziato, speriamo che tantissimi parlamentari si uniscano all’iniziativa, e che tutti i capigruppo dell’opposizione la facciano propria per proporne la calendarizzazione immediata». Aggiunge Santanchè: «Parliamoci chiaro: esistono motivazioni tecniche, politiche e, oserei dire, di decenza, per chiedere all’Aula di pronunciarsi sulla sfiducia individuale nei confronti di Padoa-Schioppa. Se non altro perché il documento pubblicato ieri dal Giornale dimostra in modo inequivocabile che al Senato il ministro ha mentito, negando fino all’ultimo ogni legame tra le richieste di rimozione degli ufficiali e le indagini sul caso Unipol. Be’, non era vero! E poi perché tutti i pronunciamenti degli organi terzi che si sono espressi in queste ore - aggiunge la Santanchè - sconfessano le scelte del ministro: il Tar del Lazio annulla la sua decisione su Petroni e il Cda Rai, la terza sezione del Consiglio di Stato parla di “motivazioni extragiuridiche”, e persino la Corte dei conti fa problemi per la registrazione del decreto di sostituzione del comandante della Gdf...».
Aggiunge Crosetto: «Noi sappiamo che dati i rapporti di forza alla Camera, a Montecitorio si tratterà di un dibattito che ha valore soprattutto politico, perché è difficile sconfiggere l’Unione. Tuttavia, di fronte alla gravità degli eventi di queste ore, riteniamo che sia un passaggio che deve essere comunque fatto, perché ognuno si assuma le proprie responsabilità. Ma sappiamo anche che a Palazzo Madama, visto lo spettacolo dell’ultima fiducia, una mozione individuale ha buone possibilità di successo».
Già ieri, in serata, il tam-tam avviato da Santanchè e Crosetto produceva le prime telefonate di adesione da parte dei colleghi. Oggi inizia il lavoro a tappeto. È determinatissima, Santanchè: «Sarebbe folle pensare che tutto è stato archiviato col voto di Palazzo Madama. In realtà è il contrario: tutto inizia proprio da lì, perché in quella sede Padoa-Schioppa si è concesso una plateale menzogna. Non credo ci siano precedenti di tanta incontestabile evidenza, anche fra i suoi colleghi di questo governo». E Crosetto: «Dopo aver sentito il ministro tutti si chiedono: ma se Speciale era l’individuo abietto che Padoa-Schioppa ha dipinto, perché lo hanno promosso? In realtà il governo ha cambiato linea tre volte, e il ministro non è credibile».
Santanchè annuncia un piano di battaglia di una settimana: «Da stasera, ogni giorno, daremo conto di quanti hanno aderito alla raccolta firme. Non ci fermeremo se non quando l’Aula tornerà a riaccendere i riflettori su un caso che grida vendetta, e su un tentativo di insabbiamento istituzionale a dir poco maldestro e grottesco».