Una raccolta fondi per vaccinare i bimbi in Uganda

Marisa De Moliner

I milanesi con un solo gesto possono aiutare i loro concittadini e i bambini dell’Uganda. Per ogni donazione di sangue all’Avis viene devoluto mezzo euro per vaccinare i piccoli del campo profughi di Gulu. Con l’iniziativa, realizzata in collaborazione con Amref, presentata ieri a Palazzo Marino si spera di dare una sferzata alle donazioni di sangue in calo. Alla sede centrale dell’Associazione Volontari Italiani Sangue da gennaio a oggi hanno visto diminuire le donazioni di ben 600 unità.
E la colpa di quest’emorragia? «Un calo d’attenzione o di comunicazione - risponde Sergio Casartelli, presidente Avis comunale - ma, soprattutto, la passione sempre crescente dei milanesi per le mete esotiche. Dopo queste vacanze i donatori non possono più donare il sangue per un periodo cautelativo di almeno sei mesi». «Ma c’è anche un altro fattore che causa il calo dei donatori - aggiunge Casartelli - l’incremento delle allergie indotte dalle polveri sottili. Gli allergici nella fase acuta non possono donare».
E così tra distratti, viaggiatori avventurosi e allergici la carenza di sangue in città si fa sempre più sentire. Una situazione che dovrebbe bastare a spingere a porgere il braccio, ma l’Avis ha scovato un’altra motivazione, quella di salvare con una vaccinazione i bimbi dell’Uganda. Un incentivo che, già sperimentato, ha portato un aumento di donazioni nel biennio 2003-2004. «E ha permesso di vaccinare 19mila bambini», come ha ricordato ieri a Palazzo Marino Giobbe Covatta, il popolare comico impegnato da anni con Amref e testimonial di questa campagna dell’Avis. Un testimonial che vorrebbe anche essere un donatore, ma non può farlo anche se ci ha provato due volte. Ha la pressione troppo bassa. All’Avis possono farlo tutti coloro che godono d’ottima salute, anche gli omosessuali.
«Perché - spiega il presidente Casartelli- abbiamo introdotto particolari controlli particolarmente efficaci non sugli anticorpi ma i virus che permettono di dare risposte nel giro di giorni e addirittura ore».