Raccolte 116 firme per il medico sospeso

Sono 116 le firme raccolte tra gli ex pazienti psichiatrici del Niguarda e tra i loro parenti. Una in fila all’altra, tutte a sostegno di una dottoressa, Nicoletta Calchi, dirigente medico psichiatra dell’ospedale, sospesa per una ventina di giorni dal suo incarico. La direzione avrebbe deciso di allontanarla temporaneamente dalla sua attività per qualche contrasto sui metodi utilizzati per curare i pazienti. La sua linea non sarebbe stata apprezzata dal direttore del dipartimento di psichiatria. Ma i pazienti, loro sì, la apprezzavano, eccome. «Utilizzava un metodo di cura un po’ diverso dal comune - scrivono nella loro lettera dalle oltre cento firme -. Definiva un programma terapeutico individuale per ogni paziente, basato su una forte relazione di fiducia». L’avvocato della Calchi parla di un caso di mobbing e, al di là delle motivazioni legali, i pazienti insorgono contro il suo allontanamento. Anche quelli che magari si erano presentati al Niguarda per un semplice Tso, il trattamento sanitario obbligatorio.
Il tam tam tra i pazienti è cominciato quest’estate, quando qualcuno di loro non ha visto più la targhetta «Calchi» sulla porta della «dottoressa del cuore». «Siamo subito andati a controllare sul sito internet dell’ospedale - spiegano alcuni ex ricoverati - e abbiamo visto che il suo nome era stata cancellato tra quelli dell’équipe. Noi vogliamo continuare ad essere seguiti da lei».