«Raccolte prove schiaccianti su chi partecipava agli scontri»

Il vicesindaco: «Confermato che i fatti dell’11 marzo sono stati programmati una decina di giorni prima»

«Ci auguriamo che nonostante le prevedibili e scontate dichiarazioni di estraneità agli incidenti rilasciate dagli esponenti dei centri sociali, il provvedimento dei due Gip confermi gli arresti già decretati dai pubblici ministeri che seguono l’inchiesta». Non chiede sconti Riccardo De Corato, vicesindaco di una città ancora ferita dalla barbarie che sabato ha devastato corso Buenos Aires. «Secondo quanto dichiarato domenica dal questore - aggiunge - ci sono prove schiaccianti. Filmati e testimonianze di molti milanesi che dimostrerebbero la partecipazione attiva dei manifestanti». Quanto alla relazione della Digos allegata alla richiesta di convalida dell’arresto che «conferma come la giornata di violenza sia stata programmata dieci giorni prima presso il centro sociale Pergola», il vicesindaco precisa che «il rapporto della polizia ha fornito tutti gli elementi necessari affinché la magistratura intervenga subito per rendere inoffensivi quei centri sociali».
Da sinistra è, invece, durissimo l’attacco al governo di Luciano Violante, capogruppo diessino alla Camera. «Sconcerta - tuona da Roma - che nulla si sia fatto per evitare i disordini nonostante il governo sapesse già dal 2 marzo che si preparavano atti di violenza». Per il collega di partito e presidente della Provincia Filippo Penati dichiarazioni come quelle che vorrebbero la sinistra corresponsabile o mandante degli incidenti di sabato scorso «non aiutano il clima che Milano ha bisogno di trovare». Penati ha ribadito che parteciperà alla manifestazione di domani organizzata dall’Unione dei commercianti per «testimoniare la ferma condanna e dare una risposta democratica, un segnale corale del rifiuto della violenza». «Questo deve essere il momento dell’unità - aggiunge Penati -, l’esperienza ci dice che la risposta al terrorismo è stata forte quando tutte le forze democratiche sono state unite».
«Come se non bastasse, gli arrestati negli scontri di sabato ci vogliono pure prendere per fessi - reagisce duro Carla De Albertis, consigliere di An a Palazzo Marino -. Durante gli interrogatori hanno avuto il coraggio di affermare che erano in corso Buenos Aires per fare una passeggiata e anche un po’ di shopping. E versano anche le lacrime, ma chi ci crede? Ma quali prigionieri politici. Ma quale solidarietà ai “poveri bravi ragazzi” rinchiusi a San Vittore. Questo vorrebbe la sinistra, questo vorrebbe il portavoce del Leonka Daniele Farina. Devono pagare, devono restare dietro le sbarre».
«Lanciamo un appello a tutte le forze dell’Unione e pacifiste - intervengono il presidente nazionale dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio e il capogruppo in Regione Carlo Monguzzi - affinché garantiscano un ampio sostegno alla manifestazione. Chi agisce in modo violento e vandalico nulla ha a che fare con l’Unione».
La condanna degli atti di violenza arriva anche dalla federazione milanese dei Comunisti italiani che «ribadisce la più totale condanna degli atti di violenza e teppismo avvenuti sabato scorso in Corso Buenos Aires e la propria solidarietà alle forze dell’ordine, ai cittadini e ai commercianti colpiti». «Una prova generale di estremismo violento, fisico e verbale che va condannato senza distinzione alcuna - l’accusa di Bobo Craxi, segretario nazionale del Partito dei socialisti -. C’è una malattia profonda nella città, tutta politica: Milano è rimasta troppo esposta ai venti degli estremismi, di destra e di sinistra».