Raccolti scarsi, il grano fa ricchi gli speculatori

da Milano

Raccolti scarsi, maggiori consumi nei Paesi in via di sviluppo, introduzione dei biocarburanti e speculazione finanziaria. Ecco che cosa c’è dietro il vertiginoso aumento dei prezzi al consumo degli alimenti. «E non solo per il grano o la pasta - spiega Roberto Brivio, imprenditore del settore -, anche il latte e di conseguenza il burro stanno diventando risorse scarse e quindi il prezzo tende a salire. Quello a uso industriale è passato dai 3,40 euro al chilo di aprile ai 5,80 attuali. Un aumento del 73%». Il dato è allarmante anche per il grano. «In aprile - continua Brivio - la quotazione alla tonnellata del grano sul mercato di Parigi era di 158 euro. Oggi siamo a 281. Un aumento dell’82% che impatta per forza sulla produzione di pasta dato che, in questo caso, le materie prime incidono sul prezzo al 90%». L’autunno della spesa al supermercato dunque si prospetta incandescente. A pesare c’è soprattutto la minore produzione dei cereali dovuta a fattori climatici, che hanno ridotto di recente la produzione di Australia e Argentina, alle prese con primavere e inverni sempre più secchi come del resto l’Europa. «La Francia - aggiunge Brivio - che è un grande produttore ha avuto problemi a causa della siccità. E poi ci sono stati i maggiori consumi di India e Cina legati alla globalizzazione degli stili di vita e all’aumento dei redditi. Senza contare che la produzione di biocarburanti a cui si è convertito il Brasile ha tolto spazio al granoturco. E anche la speculazione finanziaria ha messo le ali ai prezzi con l’aumento dei contratti a termine. È ovvio che se aumentano i prezzi delle materie prime i manifatturieri devono aumentare quelli dei prodotti finiti». Dello stesso parere anche Vincenzo Divella, imprenditore del settore della pasta e presidente dell’Unione Semolieri Europei. «Le materie prime sono aumentate. I produttori di pane e pasta non fanno speculazioni. Io propongo alle associazioni dei consumatori: mettiamoci insieme e cerchiamo di capire dove si annida chi ne approfitta. Vediamo se c’è qualcosa che non va tra i commercianti ad esempio».
Intanto gli esperti sperano a gennaio in un raffreddamento dei prezzi. Anche grazie alle misure adottate dalla Ue, che ha introdotto incentivi per i terreni lasciati improduttivi, il raccolto del prossimo anno dovrebbe migliorare.