La «raccomandazione»: «Non sprecate energie»

La possibilità per i magistrati ordinari di svolgere altre attività è subordinata all’autorizzazione del Csm. L’attività non deve sottrarre «rilevanti energie» al lavoro dell’ufficio, non essere lesiva del prestigio della categoria, non essere svolta da magistrati sotto inchiesta. Divieto assoluto di lavorare per conto di privati e per la giustizia sportiva o negli «arbitrati». Criptica la norma sui compensi: la circolare si limita a dire che il Csm «valuterà l’opportunità di concedere o meno l’autorizzazione» anche sulla base «dell’entità del compenso eventualmente previsto». L’insegnamento non può superare le 40 ore annue. Non serve autorizzazione per scrivere (anche a pagamento) su libri e riviste, né per partecipare gratis a convegni e simili.