«Le raccomandazioni? Per i politici sono una prassi...»

Mautone lo definisce un «amico amico», ma per Nello Formisano, deputato Idv, influente coordinatore campano nonchè responsabile Enti locali del partito, l’ex provveditore è solo «un conoscente». Un conoscente con cui però si sentiva molto spesso a giudicare dai verbali della Dia, in cui compare più volte anche un altro Nello Formisano, suo cugino, funzionario alla Regione Campania. «Mi sembrano tutte cose senza rilevanza penale».
Quisquilie, onorevole?
«In nessuna delle telefonate risulta una mia richiesta clientelare. Io sono stato semmai destinatario di richieste di cortesie. Non esaudite peraltro».
Cortesie? Favorire un candidato in un concorso pubblico?
«Quell’architetto (Salvatore Russo, ndr) fortunatamente non ha vinto il concorso, altrimenti vallo a spiegare che non ero stato io...».
Dunque Mautone le chiese un aiuto per aiutare Russo in un concorso al provveditorato?
«In due telefonate, me lo raccomandava, come è prassi ordinaria».
Prassi ordinaria?
«A Napoli purtroppo sì, ad ogni concorso che c’è tutti i partecipanti sono raccomandati».
E lo trova normale?
«No! E infatti non ho dato seguito alla raccomandazione. Basta guardare l’esito del concorso, eh!».
Ma non le sembrò un’anomalia che un provveditore della Repubblica chieda delle spintarelle?
«Posso dire che fu una leggerezza di Mautone, che però non fa parte dell’Idv e anzi fu messo lì dal centrodestra».
E lei cosa rispose alla richiesta di favori di Mautone?

«Gli dissi richiamami martedì, che sono a Roma...».
E la richiamò?
«E chi lo ricorda! Probabilmente si... Ma le ripeto, alla fine quell’architetto non vinse il concorso».
Quindi è meno grave?
«Dico che non è gravissimo. È una leggerezza».
Anche le richieste fatte da Di pietro jr sono state «leggerezze»?
«Non ho difficoltà a considerare anche quelle delle leggerezze...».
La Dia nell’informare la Procura parla però di rapporti «alquanto ambigui».
«Ma non si riferiscono a richieste che fanno parte della normale attività istituzionale propria di un consigliere o di un deputato a favore del loro territorio».
Tipo?
«Come sollecitare l’intervento pubblico per caserme o chiese. Come l’interessamento di Francesco Manzi (consigliere Idv in Campania, ndr) per un emendamento in finanziaria per dei fondi sulle case per anziani».
Altro favore che le fu chiesto tramite Mautone.
«Sì, ma espressi da subito le mie perplessità».
Si dice che appena Di Pietro venne a conoscenza delle indagini su Mautone chiese di incontrare lei «di persona».
«Questa è proprio una corbelleria grande come una casa. Io parlavo due volte al giorno con Di Pietro a quell’epoca!».
E mai di Mautone?
«Ci parlavo perché ero capogruppo al Senato del gruppo misto, è a quel tempo (estate 2007, ndr) i numeri al Senato erano incerti».
Mastella dice che se fosse capitato a lui lo avrebbero distrutto.
«Mastella farebbe bene a stare zitto e rispettare il lavoro dei magistrati. Noi non abbiamo nulla da temere».
Via libera alle intercettazioni.
«Assolutamente, non mi spaventa finirci. Al di là di qualche stortura, come forse è questa, le intercettazioni sono un formidabile strumento di inchiesta».
L’Idv è trasparente?
«Cito Togliatti: anche nella criniera di un cavallo di razza possono esserci dei pidocchi».
E sono tanti i pidocchi nell’Idv?
«In Campania abbiamo oltre 200 eletti. Lei vuole che in un partito di massa non possa capitare la mela marcia?».
Ma perché quando Di Pietro ha saputo di Mautone l’ha messo al ministero?
«Credo che Mautone avesse diritto ad un posto pari a quello che aveva. E poi non penso che quel posto sia dei più ambiti, sa?».