Raccontava di Jair e sapeva tutto di orologi

Diceva che s’era fatto il ’68 all’incontrario, qualche radio privata, di quelle libere e senza quattrini, poi era entrato alla Notte perché aveva delle cose da dire. Era nella redazione sportiva: ha fatto un mondiale in America e questo lo rendeva in qualche modo un po’ speciale perché non è una cosa che capita a tutti andare in America da inviato a seguirsi un mondiale di football. Ne parlava poco perché in verità il calcio gli mancava, s’era abbonato a Sky per vedere la «sua» Inter, ma parlava più volentieri di Jair e Boninsegna e tutta la redazione se la spassava un mucchio quando parlava con lui di Jair e Boninsegna.
Al Giornale era alle Cronache, poi era passato al «Milanone» su al quinto piano e faceva delle cose. Ma era riuscito a occuparsi di quello che gli garbava di più: scriveva di orologi e di automobili di gran classe; comprava in continuazione orologi e automobili, li toccava, li usava e poi li rivendeva.
Era un vero esperto, tutti riconoscevano la sua competenza e questo gli piaceva da matti, sfiorava le pagine dei cataloghi come se fossero meccanismi delicati da rispettare, sfogliava e memorizzava, noi gli facevamo vedere le nostre patacche, lui buttava giù un parere giusto per stare al gioco e poi ci sfotteva perché noi una fede al dito ce l’avevamo, lui invece si sentiva libero, libero di comprarsi quello che voleva e di cambiare idea il giorno dopo. Aveva messo casa sua in Conchetta a disposizione della Cronaca, si mangiava e si beveva bene a casa di Giorgio perché diceva che lui poteva permetterselo, gli piacevano le cose buone e le cose buone costano.
Poi un giorno è arrivata «la» Roberta e anche lui ha chiuso baracca e burattini, era andato a vivere da lei in Carrobbio, c’era anche Anna, la ragazzina più bella e più simpatica che gira da quelle parti e improvvisamente avevano messo su famiglia. Ma lui continuava a sembrare uno dei Pink Floyd, uno a caso, prendeva la chitarra, strimpellava Wish you were here e ti faceva venire i brividi.
S’era sposato non più di un anno fa, la Roby lo adorava, s’erano comprati una casa al San Bernardino aperta a tutti, come quella sul lago da dove veniva e lì aveva ancora un paio di cugini. Era un amico che non voleva in cambio niente. Per noi era un mito a cui non mancava niente. Adesso ci manca lui. I funerali si celebreranno domani mattina alle 9 nella basilica di San Lorenzo
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