Racconti inquieti per ribelli confusi

Ospite di galere e manicomi, legionario in Maghreb, tossico, lo svizzero Friedrich Glauser (1896-1938) era l’idealtipo dell’inquieto. Scrisse gialli dolenti e pagine autobiografiche per cicatrizzare il ricordo della madre e il conflitto con il padre naturale e con quel «Padre» che vedeva in ogni autorità. In Outsider (Casagrande, pagg. 68, euro 8,50, trad. Gabriella de’ Grandi e Sandro Bianconi) sono raccolti quattro racconti inediti se non in rimaneggiamenti. Quattro gioielli non del tutto sgrezzati, in cui si ingorgano i temi di Glauser. La sua penna è consapevole («Ho sempre avuto la sensazione di aver qualcosa da dire, qualcosa che nessuno eccetto me sarebbe stato capace di dire a quel modo»). Scava, ironizza, si dispera. E racconta di un adulto affogato nella propria infanzia.