«Racconto una donna e la sua sensibilità»

Alessandra Miccinesi

Quel non so che di intimo e vibrante che lega l’attimo all’eterno fluire: l’essenza del tempo, un alone divino, una lacrima asciugata dal sole, le onde del mare, la spiritualità. Lo scarto visionario e irreale di una grande autrice romana, Anna Maria Ortese. I suoi versi dolenti, la sua inquietudine, l’interrogarsi instancabile e sensibile. Parole strappate a un disagio e alla solitudine vischiosa che ci attanaglia, tutti, e che accomuna molte anime agitate tra male e bene. Versi liberati dalle pagine di saggi e raccolte poco note, ma famose oltre confine («Corpo Celeste», «Mare non bagna Napoli», «Porto di Toledo») quelli firmati da Anna Maria Ortese, scomparsa nel ’98 a Rapallo e spesso paragonata a Elsa Morante per la sua sensibilità neorealista. Versi che Lina Sastri, passionale interprete del teatro napoletano che affonda le radici nella scuola di Eduardo, avrà il compito di far risuonare nel buio di una sera d’estate, domani sera al parco San Sebastiano nell’ambito dei «Lunedì a cura di Pino Strabioli». Ad accompagnare la voce schietta della Sastri, attrice sanguigna e di temperamento in grado di esaltare il sapore di una pausa inchiodando lo sguardo di pece sul pubblico, saranno gli strumenti di Maurizio Abeni (tastiera e piano), Maurizio Pica (chitarra) e Salvatore Minale (percussioni).
«Ho incontrato la Ortese molti anni fa e l’ho subito amata - confessa l’attrice, strepitosa interprete del film di Lizzani Celluloide nel ruolo di Anna Magnani -. Proprio la stagione scorsa ho ridotto per il teatro un saggio della Ortese, «Corpo celeste», trasformandolo in uno spettacolo spirituale e semplice che ho portato in giro per i teatri d’Europa». Un mondo baluginante, quello dell’autrice delle novelle di «Il mare non bagna Napoli», che la Sastri definisce visionario, poetico, struggente. «Ho cercato di conoscerla attraverso poesie, articoli, lettere tentando di avvicinarmi a lei con pudore. Perché la sua anima e la sua opera sono misteriose; riservata e solitaria la sua vita, sempre in cammino, come una zingara». Sarà la musica napoletana a far da sottofondo alle letture, perché in fondo si parla di Napoli. Città rievocata da frasi profonde e taglienti che attraversano la realtà e la trasformano in un sogno.
Non poteva esserci miglior sigillo per la manifestazione estiva del parco San Sebastiano, che chiuderà i battenti il 4 settembre. Parole prese in braccio dalla musica e cullate dal vento, che sicuramente andranno a posarsi sul fondo di cuori fanciulli. E chissà, magari, germoglieranno. «In questa lettura senza logica che anima le scelte, ma sono sensazioni e intuito che cercano di volare con discrezione attorno al suo mondo - conclude Lina Sastri -, più che le opere vorrei raccontare la donna Ortese, il suo mal di vivere, la sensibilità feroce che a volte rende crudele la sua dolcezza, il senso della giustizia umana e divina. Con la musica qua e là, che fa compagnia».
Inizio ore 21.30, in via delle Terme di Caracalla 55, informazioni al tel. 340/5423008.