Il racconto «Una fine orribile Inutili anche le maschere»

Ha visto e sentito come i tre colleghi morivano, all’interno della cisterna maledetta degli impianti della Saras. L’operaio Mario Salonis, all'emittente locale Radio Press, ha raccontato la fine orribile dei suoi amici. «È stato Pierluigi Solinas, Gigi, il primo ad entrare nel cosiddetto accumulatore. Ma appena è entrato si è sentito male ed è svenuto, cadendo all’interno. Gli altri due lavoratori sono morti per aiutarsi a vicenda. Bruno Muntoni, rendendosi conto che Solinas era in difficoltà, l’ha raggiunto dentro il serbatoio e a sua volta si è sentito male, morendo praticamente subito. Daniele Melis allora, per evitare una fine simile, ha indossato una maschera antigas prima di raggiungere i colleghi ma una volta all'interno è morto anche lui, nonostante questa precauzione che aveva preso. Forse i filtri di cui era dotata la maschera non erano adatti o non hanno retto alle esalazioni micidiali e lui non si è accorto di nulla. Non meritavano davvero di morire così».