Rachida Dati, un ministro contestato

La Guardasigilli francese affronta la protesta di magistrati e lavoratori dei penitenziari. Sembra aver perso anche l’appoggio del presidente Sarkozy e c’è chi preannuncia un cambio di portafoglio

Tempi duri per la Guardasigilli francese. La bella Rachida Dati, star della prima ora nell’amministrazione Sarkozy, ha fatto parlare di sé per la sua storia da libro - dalle banlieue dell’immigrazione al ministero della Giustizia - per i suoi abiti di Christian Dior, per una gravidanza tenuta segreta fino alle prime rotondità.

Ora è tornata sulle prime pagine dei giornali francesi. “In proroga”, titolava Libération. I sindacati dei magistrati e i lavoratori dei penitenziari sono scesi in strada contro Madame Dati. Più che in strada, sugli scalini del ministero della Giustizia. Uno dei leader dei sindacati della magistratura, Emanuelle Perreux, ha parlato di “malessere senza precedenti” ; i suoi colleghi di “deriva del ministro della Giustizia nel suo rapporto con l’autorità giudiziaria”, incrinatosi criticamente dopo il suicidio di un minorenne in un penitenziario del Nord del Paese.

Non sarebbero soltanto giudici e funzionari del ministero a vedere avvicinarsi la fine dell’era Rachida (qualcuno mormora che, dopo la maternità, tenteranno di affidarle un portafoglio meno impegnativo). Lo stesso presidente Nicolas Sarkozy, avevano rivelato indiscrezioni di stampa pochi giorni fa, avrebbe detto qualcosa come: “Dovrebbe occuparsi più della riforma giudiziaria e meno della propria gravidanza”. E infatti, a far arrabbiare i magistrati, a parte un dossier di proposte non condiviso, l’assenza della Guardasigilli a un congresso del sindacato dei magistrati dal 10 al 12 ottobre. E forse, una copertina del settimanale Paris Match, in edicola nel bel mezzo del dibattito sulle riforme.