Il racket dei rom sfrutta anche gli storpi

Non ci sono solo i bambini ridotti in schiavitù, come hanno documentato gli arresti eseguiti martedì dagli agenti della squadra mobile. La Procura indaga anche sul racket degli invalidi. Da tempo, infatti è stato aperto un fascicolo a carico di un clan di rom che, tra Costanza in Romania e Milano, gestisce lo sfruttamento di anziani, handicappati, mutilati costretti ad elemosinare nelle strade e ai semafori della città.
Un’organizzazione criminale che fa capo a P.S., 65 anni, al vertice di una potente e strutturata famiglia i cui interessi si allargano anche alla prostituzione, allo sfruttamento minorile e al traffico di stupefacenti. Un business che, complessivamente, produce un profitto di circa 900mila euro al mese. E il sistema è lo stesso sperimentato sui bambini. Ogni giorno ciascun invalido deve consegnare al gruppo almeno cento euro. In caso contrario, è vittima di violenza fisica.