Racket delle case popolari, il giudice: «Intimidazioni para-mafiose»

Trona in carcere Anna Cardinalei, coinvolta nell'inchiesta sulle occpuazioni abusive. Il giudice: «Anche dagli arresti domiciliari continuava a controllare il terrotorio»

Era chiusa in casa, agli arresti domiciliari. E nonostante questo, continuava a camandare il racket degli alloggi popolari. Così Anna Cardinale, coinvolta nell'inchiesta sulla «mafia» delle occupazioni abusive, torna in carcere. Lo ha deciso il gup Andrea Ghinetti, che nell'ordinanza con cui dispone il nuovo arresto sottolina come la donna - una volta nel suo appartamento - «riprendeva immediatamente a esercitare il controllo del territorio in cui insiste la sua abitazione e in cui si sono svolti i fatti oggetto di contestazione, con condotte intimidatorie di natura "para-mafiosa"». Nel documento con cui il 18 febbraio ha aggravato la misura cautelare, il gup ricorda che Cardinale era stata arrestata con mamma e fidanzato lo scorso 11 novembre con le accuse di associazione per delinquere finalizzata all'occupazione abusiva di stabili pubblici destinati a uso abitativo e occupazioneabusiva continuata. Ai primi di dicembre, però, le erano stati concessi i domiciliari con divieto assoluto di comunicare e in considerazione del suo stato di gravidanza. Tuttavia, scrive ancora Ghinetti, «l'indagata si rendeva tosto immeritevole della fiducia concessa, atteso che riprendeva immediatamente a esercitare il controllo del territorio in cui insiste la sua abitazione e in cui si sono svolti i fatti oggetto di contestazione, con condotte intimidatorie di natura "para-mafiosa", mirate al condizionamento di uno dei principali teste d'accusa nonché espressione di inequivoche intenzioni ritorsive, con l'ausilio di soggetti gravitanti nel medesimo contesto criminoso oggetto di investigazione, indiziati di fare parte della struttura criminale di cui alla imputazione» numero uno, ovvero l'associazione per delinquere. Il gup ricorda poi che Cardinale «ha violato il divieto di comunicare perché il 9 febbraio è stata colta in compagnia di una pregiudicata sorella di un indagato». E considerato che «la gravità della condotta trasgressiva e la personalità dell'indagata, del tutto insensibile agli ordini dell'autorità giudiziaria che anzi ardisce sfidare, con condotta anche violenta e minacciosa di inquinamento probatorio, in via diretta e mediata, impone di ritenere eccezionalmente rilevanti le esigenze cautelari», Ghinetti ritiene di «ripristinare immediatamente la custodia cautelare in carcere, unica misura coercitiva idonea a garantire le esigenze cautelari». Il gup ha inoltre disposto per Cardinali il divieto di incontrare la mamma e Omar Moreschi, tuttora in carcere.