Raddoppio di via Tiburtina «Così si rischia il collasso»

Quando inizieranno i lavori su via Tiburtina e dintorni? Per quanto tempo i negozi dovranno subirne le conseguenze? Ed è assicurato loro il ripristino totale delle normali attività, una volta chiusi i cantieri? Questi alcuni degli interrogativi che una parte delle circa 150 aziende che operano su quel territorio hanno sollevato ieri durante un convegno organizzato dall’Osservatorio delle imprese d’Italia e promosso da Samuele Piccolo, responsabile delle attività produttive nel Lazio per Alleanza nazionale.
Il progetto del Comune su quella parte di città è ambizioso: raddoppiare la Tiburtina, creando due corsie per senso di marcia e inserendo al centro un corridoio della mobilità (corsia preferenziale) per gli autobus, da via Marco Simone a Rebibbia. Eliminando, allo stesso tempo, anche «la svolta a sinistra», che causa spesso ingorghi, soprattutto a causa dei Tir. «Al momento, però, i lavori sono fermi - spiega Piccolo - perché alcune ditte hanno fatto ricorso al Tar». «Nell’attesa di una riposta da parte del tribunale amministrativo - continua l’esponente di An - le imprese, ma anche i romani, che passano tutti i giorni per quella strada, devono avere garanzie da parte del Comune, perché bloccando la Tiburtina si rischia il collasso di una parte importante della capitale». «I lotti di intervento devono essere programmati per dare respiro alla circolazione - gli fa eco Paolo Zimei, imprenditore - La nostra preoccupazione è che i lavori sulla Tiburtina portino a un rallentamento delle nostre attività». È presumibile, infatti, che a causa dei lavori la strada principale venga per gran parte chiusa, con danni economici notevoli per gli esercizi che vi si affacciano e con uno spostamento del traffico nelle vie laterali. Ma gli imprenditori sono consapevoli dell’importanza di una tale operazione per quanto riguarda la mobilità. Chiedono solo di sapere quanto durerà il tutto, per poter fare una previsione anche in vista della loro attività. Ma tempi certi il Campidoglio non ne dà.
L’assessore capitolino ai Lavori pubblici, Giancarlo D’Alessandro, spiega che «ora siamo nella fase della progettazione esecutiva, anche se il progetto di raddoppio della Tiburtina è quello che ha subito i problemi maggiori». Una parte dei quali è proprio dovuto all’attesa di una risposta da parte del Tar. D’Alessandro, però, assicura che «il prossimo mercoledì quel tribunale dovrebbe arrivare a una decisione, entrando nel merito del ricorso». Una volta sciolti i nodi giuridici, si potranno riavviare i lavori per gli scavi archeologici, «che sono già in fase avanzata». E procedere il più rapidamente possibile all’apertura dei cantieri. Inoltre c’è l’impegno dell’Anas a rifare lo svincolo di quella strada. «Vigileremo sui lavori - promette agli imprenditori, Gianni Alemanno, il presidente della Federazione romana di An -. Faremo pressione nel consiglio comunale. La realtà della Tiburtina è problematica, per questo bisogna metterci le mani, ma non deve diventare una storia infinita». «Il nostro obiettivo - conclude Alemanno - è avere certezze e incrociare le esigenze degli imprenditori con le possibilità dell’amministrazione comunale».