Radicali, la Bonino attacca Veltroni: "Ammetti gli errori"

Congresso del partito a Chianciano. La leader attacca gli "alleati" di centrosinistra: "Il segretario dei democratici non è venuto qui per non dover giustificare la sua allenaza con Di Pietro e non con i Radicali". Poi sulla scuola: "Vuole fare il referendum sul grembiule?"

Chianciano - "Capisco che Veltroni non sia venuto qui, perché sarebbe stato difficile venire davanti a questa platea ora a dire che era meglio Di Pietro". E' un attacco frontale al leader del Pd quello di Emma Bonino nel corso della sua relazione al congresso dei radicali. "Era difficile - ha spiegato - venire a dire 'volevo andare solo, poi un po' meno solo, poi male accompagnato, e ora non so che fare'. Era difficile ammettere che i radicali l’avevano detto che bisognava fare l’impossibile per non andare a elezioni anticipate. Caro Walter - dice rivolgendosi direttamente al leader del Pd - hai scambiato la tua fretta con un’urgenza del paese che non c’era, perché l’urgenza era durare anche con politiche impopolari che avevano in sé i germi per produrre del buono nel paese, invece di consegnarlo armi e bagagli a ciò che c’è oggi. Era difficile tutto questo per te, Walter, ma prima o poi lo dovrai dire almeno a te stesso".

Il referendum La Bonino attacca a tutto campo. "Ci avete sempre detto che i referendum si fanno sulle grandi questioni di principio. E oggi su cosa lo facciamo, sul grembiule?". Così critica la scelta del Pd di promuovere un referendum contro il decreto Gelmini sulla scuola. "Noi saremo anche referendari della prima ora, ma forse avrebbero dovuto almeno studiarsi l’abc". Sia la destra che la sinistra, comunque, per Bonino sono responsabili dello svuotamento dello strumento referendario: "Ci avete messo del vostro in questi anni per svuotare uno strumento che per noi è sempre stato una seconda scheda di espressione politica dei cittadini, e che oggi rischia di diventare solo uno strumento populista".

Omologazione "Di noi si faccia uso, ma non tentate di omologarci o di assorbirci, perché non vi riuscirà". L'ex ministro per le Politiche comunitarie lancia un monito al Pd, pur garantendo che i radicali sono pronti a continuare a lavorare con i democratici. "Ci viene riconosciuta la forza delle idee, la capacità di tenere e il rifiuto di scorciatoie populistiche. E queste virtù sono a disposizione per mettere insieme una alternativa laica e democratica, ma senza impiccarci all’ultimo slogan di turno".