Radicali divisi dalla strada a Enzo Tortora

Radicali liberi di pensarla diversamente su «via Enzo Tortora». Vittorio Pezzuto, presentatore della proposta all’epoca della giunta Sansa, pur riconoscendo come positivo almeno il fatto che a Genova si arrivi all’intitolazione, stronca la scelta del Comune di relegare lo spazio alla memoria del giornalista genovese in un piccolo slargo tra galleria Mazzini e via Roma. «I radicali genovesi e la città tutta avrebbero avuto un’unica possibilità - ha tuonato Pezzuto - Quella di dedicare a Tortora lo spiazzo antistante il carcere di Marassi, con la scritta sulla targa: Vittima di una giustizia ingiusta». Gli altri radicali, quelli del Comitato nazionale, dell’associazione «Adelaide Aglietta», ieri hanno invece incontrato l’assessore Paolo Veardo per ringraziarlo dell’impegno e dello slancio dato alla pratica dalla giunta Vincenzi. Hanno gettato le basi per la cerimonia, divergendo da Pezzuto anche sul contenuto della targa. Loro si accontenterebbero di veder ricordare Tortora come militante «della giustizia giusta». Tanto per non toccare la suscettibilità dei magistrati ai quali non si può neppure mai dire che sbagliano.