Radicali offesi con l’ex ministro «Gandhi è nostro, lo lasci stare»

Tremonti: mi ispiro al Mahatma. I pannelliani: «Noi abbiamo fatto digiuni e galera, e lui?»

da Roma

La «marcia del sale» proposta da Giulio Tremonti come rivolta fiscale nel partito dei Radicali solleva qualche mugugno, loro che in quanto a «disobbedienza civile» sono davvero esperti. Basti ricodare le battaglie su aborto, droga, Rai. Così se Emma Bonino sceglie la via del «no comment» infastidito, chi invece tiene proprio a dire la sua sulla proposta dell’ex ministro di Fi è un vecchio dirigente radicale, Angelo Bandinelli: «Quando Gandhi fece la marcia del sale nel 1930 mise in moto migliaia e migliaia di persone. Stessa cosa accadde nella rivolta del the a Boston, origine della rivoluzione americana e del distacco degli Stati Uniti dall’Inghilterra. Mi chiedo: Tremonti pensa di riuscire a fare la stessa cosa per la questione fiscale?». E aggiunge: «Gandhi nelle sue battaglie faceva i digiuni. Tremonti pensa possa fare lo stesso? Ho seri dubbi». Che «il principio della disobbedienza civile non sia affatto estraneo ai radicali» lo ricorda Marco Cappato. «Tutta la dirigenza del nostro partito - racconta - si è fatta qualche giorno in prigione per aver disobbedito a delle leggi».
Quello che i pannelliani comunque tengono più di tutto a precisare è che non esiste «la protesta» in quanto tale ma ci deve essere sempre prima la proposta su cui confrontarsi. «La possibilità di un’azione non violenta - aggiunge Cappato - è solo successiva altrimenti diventa come qualcosa che non rispetta le istituzioni democratiche e come radicali ci troverebbe assolutamente contrari». La «marcia del sale»? «In Italia siamo stati forse i primi a fare una disobbedienza di questo tipo», ricorda il segretario dei Radicali Rita Bernardini. «Ma lo abbiamo sempre fatto assumendoci poi le nostre responsabilità, dando i nostri nomi e cognomi. Quando, per esempio, io e Pannella abbiamo fatto la cessione gratuita di hashish, abbiamo avvertito le forze dell’ordine». Dai toni più polemici è invece Maurizio Turco: «Altro che Gandhi ci voleva quando Tremonti scrisse la legge sull’8 per mille. Tutti soldi sottratti dalle tasche dei cittadini». E aggiunge: «La marcia del sale era finalizzata per l’indipendenza dell’India e non per non pagare le tasse. Il fine del mezzo gandhiano di Tremonti qual è?».
Se ci fosse la possibilità di fare una marcia del sale oggi secondo il deputato radicale «sarebbe meglio farla per la giustizia. Tremonti dovrebbe innanzitutto cominciare a manifestare contro se stesso, gandhianamente magari...».