Alla radici del mito di Frankenstein

Lunedì 28 maggio alla nuova libreria Mondadori Multicenter di Piazza del Duomo 1 a Milano alle ore 18.15 sarà presentato il libro di Alvise Barbaro Frankenstein. Un mostro di celluloide tra horror e parodia (ed. Costa&Nolan). Interverranno, oltre all’autore, Giannalberto Bendazzi e Gianni Canova. Il libro - un testo appassionato, divertente, asciutto e puntuale, per cultori o semplici curiosi - è un viaggio esauriente e approfondito all'interno della «galassia Frankenstein» (ma anche, per chi vuole guardare oltre, una lettura filologica attenta ai mutamenti del linguaggio orrorifico). Barbaro - padovano ma cresciuto a Milano, dove si è laureato in Storia e critica del cinema - si propone cioè di ripercorrere con occhio critico le tappe fondamentali del percorso fatto dal mostro nato dalla penna di Mary Shelley dal 1816 ad oggi: dalla letteratura al teatro, dal cinema horror alla parodia, Frankenstein ha saputo restare fedele a se stesso reinventandosi ogni volta, diventando uno dei più longevi e popolari personaggi mai inventati. Dopo un'attenta analisi del romanzo, l'autore prende in esame e analizza le pellicole che hanno contribuito al successo del mostro e, a volte, quelle che l'hanno minato, evidenziando ogni volta i mutamenti stilistici e narrativi che hanno determinato l'evoluzione del personaggio. In questo modo il saggio non manca di delineare uno scenario, quello del cinema horror prima e della parodia poi, che si rivelerà essere tutt'altro che di second'ordine. Nella seconda parte del libro l'attenzione si sofferma sui quattro titoli che secondo l'autore hanno creato il mito cinematografico di Frankenstein.