Radio Lombardia, trent’anni di parole in libertà

Nel volume appena pubblicato ci sono foto e commenti di personaggi che hanno fatto la storia e la cronaca di Milano, dai cantanti ai politici

Buon compleanno Fm 100.3. «Dopo trent’anni di parole in libertà, abbiamo deciso di fermarci per un istante e celebrare quanto fatto durante questo cammino». Gli anni per la verità sono 32 e Radio Lombardia, come una bella donna, se ne toglie un paio. E, per festeggiarli, pubblica RadioLombardia, la radio della tua città. Un bel libro, nato dal coordinamento di Piermaurizio Di Rienzo (giornalista del notiziario) e Stefania Curioni. Un volume elegante, pieno di foto e personaggi che, come la radio, sono un po’ nella storia e nella cronaca di Milano. Dopo i ringraziamenti istituzionali, ma una volta tanto sentiti, del governatore Roberto Formigoni, del sindaco Letizia Moratti e del presidente della Provincia Filippo Penati, ci sono tante belle facce. Nek («Grazie per aver fatto viaggiare la musica»), Paolo Maldini che confessa di ascoltare la radio andando Milanello e sul pullman della squadra durante le trasferte, Luca Carboni («Auguri e complimenti a chi è stato e sarà sempre un “segno del tempo”»), Bedi Moratti («Siete allegri, creativi e vincenti. Siete come l’Inter!»). E il colonnello Mario Giuliacci che racconta di aver, già dieci anni fa, affidato per prima a Radio Lombardia il suo meteo-pensiero che tanto successo avrebbe avuto. E poi Biagio Antonacci, i Negrita, Gaetano Curreri degli Stadio, il terribile Vittorio Sgarbi, Emma Bonino, Gabriele Albertini, Bruno Ferrante. Ma oltre i sorrisi e gli auguri c’è il racconto di una storia cominciata quasi per caso. Sul finire del 1975, nella sede di viale Gran Sasso. Non una «radio politica», eppure luogo di sintesi di fatti e mutamenti di quel periodo. Fino agli anni Ottanta quando intrattenimento, musica italiana e informazione locali diventano l’anima del palinsesto. Nel 1998 il trasferimento negli studi di via Belinzaghi con il potenziamento della redazione giornalistica e dei rapporti con il mondo della discografia. Oggi l’offerta quotidiana è fatta di ventiquattro edizioni del gr nazionale, otto notiziari regionali, tre rubriche dedicate agli eventi culturali in Lombardia, otto finestre di servizio sulla viabilità, cinque spazi di informazioni meteo e diverse trasmissioni di approfondimento. E anche un sito internet. «La radio - le parole del direttore Luca Levati - è un mezzo frenetico, un vortice ventiquattr’ore su ventiquattro. Abbiamo pensato di fermarci e di raccontare la nostra storia». Anche a chi, oggi, può sintonizzarsi in parte dell’Emilia e il Piemonte. «Per il futuro - rilancia il fondatore Tiziano Mariani - vorremmo coprire la sponda bresciana e veneta del lago di Garda e la zona del piacentino per arrivare fino a Parma». Un ulteriore investimento riguarderà invece la rete. «La radio è destinata ad avere un grande futuro - aggiunge il presidente di Audiradio, Felice Lioy -. Con 38 milioni di ascoltatori quotidiani fra tutte le emittenti, abbiamo registrato un record mai avvenuto prima nella storia della radiofonia. Tra qualche anno, con l’arrivo del digitale, l’ascolto crescerà ancora. E sarà ancora migliore».