RADIO, LA MOVIOLA DIVENTA VELOCE

Da sette anni a questa parte, per chi vuole sapere tutto su falli, rigori, espulsioni e dintorni, c’è un appuntamento imprescindibile che viene prima di tutti gli altri. Ed è quello radiofonico con La moviola alla radio di Filippo Grassia, evocato puntualmente dai colleghi di Tutto il calcio minuto per minuto ogni volta che c’è un episodio dubbio su uno dei campi collegati.
Grassia arriva prima di tutti ed è il perfetto interfaccia radiofonico di Graziano Cesari, che declina il regolamento con la stessa naturalezza con cui si presenta con nome e cognome. I moviolisti sono molti, le autorità del fischio sono due. E, quindi, gli interventi in voce durante la seconda parte di Domenica sport su Radiouno sono veramente roba da enciclopedia del fischio: Grassia, con cui magari talvolta mi capita di non essere d’accordo sull’interpretazione di un fallo, ha comunque una capacità molto radiofonica. Quella di far vedere l’azione anche solo con la voce. E di essere una didascalia vivente di quello che accade su tutti i campi.
Eppure. Eppure, anche tutto questo è perfettibile. E le idee per migliorare la moviola alla radio, anche solo per rifarle il look dopo sette anni, vengono non solo da noi, ma dallo stesso Grassia. Ad esempio, una o più voci di complemento per discutere sui falli: magari toglie un filo di autorevolezza alla «cassazione» del moviolista unico, ma al tempo stesso ne regala al dibattito. Sempre e comunque, in qualsiasi settore della vita, è preferibile al monologo. Fra l’altro, Radiouno - a cui colpevolmente manca uno spazio di questo tipo, qualcosa che possa avere lo stesso effetto dei programmi pomeridiani di Radiorai -, ad esempio il personaggio adatto ce l’avrebbe anche. Ed è Alberto Zaccheroni, il cui andamento via etere è nettamente migliore di quello delle sue ultime squadre. Ecco, Zaccheroni è davvero la scoperta più bella dell’ultima stagione radiofonica.
L’altra idea è quella di rendere moviola alla radio ancora più moviola, quasi una anticipazione di quella invocata a bordo campo. Come funzionerebbe? Semplice, appena c’è un episodio dubbio, anziché dire: «Ce lo spiegherà Lippo Grassia nella seconda parte di Domenica Sport», si dà direttamente la parola a Grassia. «Era rigore!», «non era rigore!». È molto più semplice oltreché più interssante.
Chi segue questa rubrica sa che siamo tifosi del calcio in radio spesso capaci di emozionare solo con le voci. Sul mio personalissimo cartellino, quella di Emanuele Dotto su tutte. Quindi, soprattutto in vista dei mondiali e del calcio sempre più spedito sul satellite e sul digitale terrestre e sempre meno in chiaro, le radiocronache restano l’ultima frontiera per moltissimi e sono destinate ad avere maggior peso. Perciò, utilizzare al massimo tutti gli strumenti a disposizione di Radiorai, non è una facoltà. È un obbligo.