Radio popolare Blitz dei ragazzi di destra con uno striscione

Dare dei «pezzi di m...» potrebbe essere democratico e antifascista. Reagire con uno striscione di scherno è «sintomo di un preoccupante clima di violenza». Venerdì, Radio popolare, interno notte. Dai microfoni della storica emittente milanese nel descrivere gli avvenimenti di Bergamo (manifestazione di destra, contromanifestazione di sinistra), sarebbero scappate frasi che poco hanno a che fare con il bon ton. E con il buon giornalismo. Come l’invito a «mettere in vendita fasci di m... causa sgombero Casapound». Ieri, Radio Popolare, esterno giorno. Alle 12.45 una quindicina di giovani di Cuore Nero, Blocco studentesco e Casapound si presentano con uno striscione «Un fascio...non ha prezzo per il resto c’è Radiopopolare». E immaginiamo che mentre i giovani di destra, prima di andarsene, tappezzavano i muri di adesivi, la temperatura sia un po’ salita. «Nessuna voglia di offendere - ha poi spiegato Francesco “Doppio Malto”, portavoce di Cuore Nero -. In questa iniziativa non c’era rancore o rabbia, solo slancio futurista e goliardia per sottolineare la differenza con chi si muove solo con odio e frustrazione». Dall’altra parte invece vesti stracciati e alti e lamentosi lai al cielo. Luciano Muhlbauer, consigliere regionale del Prc e Maurizio Baruffi, consigliere comunale dei Verdi, parlano di intimidazione avallata anche dal «clima» di scontro instaurato dal Governo di centrodestra. Danilo De Biasio, direttore di «Popolare», esprime la propria preoccupazione: «Oggi un raid con striscioni e adesivi, domani chissà», però respinge le accuse. «Sto consultando l’archivio e per il momento posso dire che nessuno di noi ha mai usato queste espressioni. Sto ancora verificando se sia scappato a qualche nostro ascoltatore durante un “microfono aperto”. Nel caso ci dissociamo: la politica non si fa con gli insulti».