LA RADIO VINCE I MONDIALI IN CHIARO

Il gioco, ormai, è un classico. Si abbassa il volume della televisione, si accende la radio e si sente la radiocronaca guardando la televisione. Da anni, forse ormai siamo ai lustri, ai decenni, la ricetta della Gialappa’s è questa.
Dopo anni, lustri, e decenni, solitamente si cerca di cambiare qualcosa. Per dare nuovi sapori alle ricette. E anche la Gialappa’s c’è cascata. Nel senso che quest’anno, per i campionati del mondo di calcio, è stata introdotta una novità rivoluzionaria: la Gialappa’s che si vede su Sky, mentre va regolarmente in onda su Radiodue.
È roba da critica televisiva e, per conto nostro, non vogliamo entrarci per nulla. Personalmente, nonostante la presenza di bellezze di tutte le nazioni partecipanti in studio, non ci entusiasma per nulla. Certo, le due rappresentanti olandesi, valevano l’accensione della televisione. Certo, alcune fotografie osé o alcune battute a doppio senso che fanno arrossire le signorine, in radio non fanno lo stesso effetto. Ma la vera forza della Gialappa’s resta il suo impatto radiofonico.
Così come la vera forza dei mondiali targati Rai resta proprio la radio. Da un lato, quello di Radiouno, è una forza obbligata, visto che l’esclusiva televisiva di Sky permette alle televisioni di Stato di trasmettere in chiaro solo una partita al giorno. Costringendo chiunque non abbia padelloni, satelliti, decoder, Sky, varie ed eventuali, ad ascoltare le partite alla radio. Dove una squadra collaudata come quella di Tutto il calcio minuto per minuto riesce a rendere al massimo anche in chiave mondiale. E, addirittura, a dare qualche emozione in più rispetto alla televisione: nei primi giorni dei campionati di Germania, ad esempio, sono riusciti a palleggiare la linea fra la partita mondiale in corso, il ritorno della finale play-off per la serie A fra Mantova e Torino e gli ultimi atti della serie A di basket. Roba che in televisione te la sogni.
Certo, a volte, troppa carne al fuoco può essere controproducente. Ad esempio, mentre il Mantova rischiava di segnare il gol del 2-1 a Torino, che le avrebbe regalato la A, in radio erano impegnatissimi in una disamina tecnica di Filippo Grassia. Ecco, io penso che Grassia sia bravissimo, che abbia una resa radiofonica straordinaria e lo terrei in onda ore e ore al giorno. Solo, non gli ultimi cinque minuti della partita che vale la A. Precisazione vitale: Grassia nella circostanza era assolutamente innocente, la colpa è di chi gli ha dato la linea.
Comunque sia, la radio ha già vinto i mondiali. Così come li ha rivinti la Gialappa’s con il suo Rai dire goal. Salvo perderli quando si accendono le telecamere.